La Nuova Sardegna

Bimba da vaccinare, la madre non si arrende

Vincenzo Garofalo
Bimba da vaccinare, la madre non si arrende

Contestato il decreto del tribunale che ha accolto il ricorso del padre. La piccola sarà riammessa alla scuola materna dalla quale era stata esclusa

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SASSARI. «Quel decreto è ingiusto, ci riserviamo la possibilità di presentare reclamo». Il decreto del Tribunale di Nuoro con cui i giudici autorizzano il padre di una bimba di 3 anni a fare i vaccini obbligatori, contro il volere della mamma, non è piaciuto per nulla all’avvocato Luciano Sechi, legale della donna. «La madre della bambina non porta avanti nessuna teoria preconcetta contro i vaccini, tant’è che la figlia è stata sottoposta alle prime vaccinazioni» spiega. «È una madre responsabilmente preoccupata per le conseguenze che le ulteriori vaccinazioni potrebbero causare alla bambina, visto che la piccola ha accusato un deficit della crescita», continua l’avvocato. «Con questo non si vuole dire che ci sia una correlazione diretta con i vaccini già fatti, ma questa situazione ha fatto scattare un campanello d’allarme per cui la mamma ha necessità che sia fatta chiarezza attorno ai vaccini», precisa Sechi.

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«Ai giudici del Tribunale di Nuoro abbiamo chiesto una Ctu medica per accertare se i vaccini fossero necessari e idonei a tutelare la salute della bimba, ma la nostra richiesta non è stata accolta. La stessa legge prevede che le vaccinazioni possano essere omesse o differite nel caso di pericolo di salute accertato in relazione a specifiche condizioni cliniche». Accertamenti che ai giudici non sono stati forniti: «La signora si è documentata in maniera approfondita e ha già contattato diversi medici per fare dei controlli sulla figlia, ma finora non c’è stato il tempo per portare avanti le visite».

Nel frattempo la bambina, che non è vaccinata contro parotite, rosolia e morbillo, è stata allontanata dalla scuola materna: secondo la legge, senza le vaccinazioni obbligatorie o senza la documentazione che attesti la prenotazione presso le Asl per effettuare i vaccini, i piccoli non possono frequentare le lezioni. E proprio l’allontanamento dalla scuola è stato uno dei motivi che hanno spinto il padre della bimba a rivolgersi ai giudici: «Il papà della bambina si è visto costretto a ricorrere al Tribunale perché è preoccupato per la salute della figlia e perché senza le vaccinazioni obbligatorie non può frequentare la scuola dell’infanzia, e rischia di avere così dei problemi di socializzazione», spiega Gian Franco Salis, legale del padre. Poi, senza le vaccinazioni obbligatorie stabilite per legge, le porte dell’asilo si sono chiuse. «Il papà ha aspettato due mesi, sperando che la mamma cambiasse idea sui vaccini, ma questo non è accaduto, e a novembre abbiamo presentato ricorso al Tribunale», continua l’avvocato Salis.

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A complicare la vicenda c’è il fatto che i genitori della bambina si sono separati, e la piccola vive con la mamma, insieme alla sorellina. «In questi casi si deve agire da entrambe le parti con la massima delicatezza, perché non si sta disquisendo sulla proprietà di un bene materiale, ma si ragiona sul bene della bambina. E questo dovrebbe essere l’unico interesse a prevalere», precisa il legale del papà. «Al di là dell’essere pro o contro i vaccini, deve prevalere il principio che se c’è un dispositivo di legge che impone di ricorrere ai vaccini, è corretto farlo. Nessuno può fare il medico senza averne le competenze». E alla legge si sono rifatti i giudici del Tribunale ordinario di Nuoro, nell'emettere il decreto, che recita: «In assenza di condizioni cliniche documentate da cui emerga che la sottoposizione ai vaccini comporterebbe un accertato pericolo per la salute, considerato che l’obbligo imposto dalla legge corrisponde all'interesse prevalente del minore, deve disporsi che la bambina venga sottoposta alle vaccinazioni anti morbillo, anti rosolia, anti parotite non ancora effettuate».
 

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