Il Comune: il film con George Clooney? Una vetrina
L’assessore Serra: «Siamo da tempo impegnati a promuovere Olbia come città del cinema»
OLBIA. Solitamente uno va a pensare ai colori del mare, alle tombe dei giganti o all’isola di Tavolara che sbuca imponente dall’acqua. Invece no. George Clooney ha puntato gli occhi su un vecchio aeroporto dimenticato prima di tutto dagli olbiesi.
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Un posto che ha segnato la storia della città e della Costa Smeralda ma che da decenni è finito in fondo al dimenticatoio, con l’hangar che è stato trasformato in un fienile e con gli uffici che sono diventati voliere per piccioni. È qui, nel vecchio aeroporto di Venafiorita, che l’attore e regista americano potrebbe girare la serie tv «Comma 22».
Le trattative sono in corso e anche i produttori della Paramount television e di Anonymous content in questi giorni sono in Sardegna tra Olbia e Cagliari, dove hanno pure incontrato il governatore Francesco Pigliaru. Nel frattempo la produzione ha anche compiuto alcuni sopralluoghi a Venafiorita. L’aeroporto, durante la Seconda guerra mondiale utilizzato anche dall’aviazione tedesca e poi impiegato dall’Aga Khan per lanciare la sua nascente Alisarda, a Clooney e alla produzione piace molto. Il Comune, dal canto suo, è pronto a stendere i tappeti rossi.
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«Per noi sarebbe una grande vetrina – commenta Sabrina Serra, assessore comunale alla Cultura –. Da tempo, insieme alla Sardegna film commission, che svolge un importantissimo lavoro, ci stiamo impegnando per promuovere Olbia come città del cinema, con l’obiettivo di convincere le produzioni a girare i film in città. E se questa operazione dovesse andare in porto, come speriamo, daremo la massima disponibilità e faremo di tutto per venire incontro alle esigenze della produzione. Inoltre è da sottolineare il fatto che l’appeal di Olbia non dipende solo dal mare o dai siti archeologici, ma anche da quelle strutture come per esempio un aeroporto abbandonato». Un ruolo fondamentale è giocato dalla Sardegna film commission, che ha incontrato i produttori a Cagliari. Ma la prudenza è d’obbligo. «Ancora non c’è niente di sicuro – commenta la direttrice Nevina Satta –. Al momento sappiamo solo che l’opzione Sardegna è la più plausibile. Ma la produzione dovrà verificare ancora diversi fattori e la fattibilità del progetto. Stiamo parlando di un lavoro importante, con un set di circa 200 persone». (d.b.)
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