Nuoro fa eccezione: donazioni in crescita
di Giusy Ferreli
All’ospedale San Francesco eseguiti 11 prelievi che hanno portato a 21 trapianti tra reni e fegato
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NUORO. Donazione degli organi: un gesto di amore. E l’unico atto terapeutico che parte dal cittadino e arriva al cittadino. Nel 2017, a Nuoro, le complesse procedure per il prelievo degli organi sono state seguite per undici volte. Sulle undici segnalazioni di potenziali donatori arrivate al Centro regionale trapianti del l’ospedale Binaghi di Cagliari otto sono quelli arrivati alla valutazione finale e al prelievo. Sedici i reni e cinque i fegati che hanno preso diverse strade per essere trapiantati. Questo il bilancio (positivo) del coordinamento locale dei trapianti che fa capo al reparto di Rianimazione dell’ospedale San Francesco, che nei giorni scorsi si è dotato di un nuovo mezzo per il trasporto del plasma e degli organi, e che registra un trend positivo rispetto agli scorsi anni in cui le donazioni erano diminuite. La storia della struttura che si pone al terzo posto come numero di donazioni dopo Cagliari e Sassari, inizia nei primi anni novanta. Quando nel lontano 1996, la dottoressa Pietrina Ticca, medico nuorese ora a capo del coordinamento, torna nella sua città, l’iter per il prelievo è attivo già da qualche anno. Questi 25 anni sono stati accompagnati da un intensa attività di sensibilizzazione sui diversi fronti. «Sappiamo quanto sia fondamentale far arrivare il messaggio sulla donazione. Per far questo dobbiamo essere in grado di spiegare per bene la legge 91 che tutela al cento per cento sia i donatori che chi riceve gli organi» afferma la specialista. «Alla stessa maniera – prosegue la dottoressa Ticca – è fondamentale far capire che questa scelta va presa quando si è in vita per evitare che il peso di una decisione così importante ricada sui familiari». Quando in reparto vota una commissione formata da un medico rianimatore, un neurologo e un medico della Direzione sanitaria. Che dopo il periodo di osservazione di 6 ore decreta la morte cerebrale. A questo punto ci sono due strade da seguire: se il potenziale donatore aveva già espresso il consenso si può procedere. Altrimenti si interpellano i familiari più stretti. La decisione spetta a moglie, marito, figli e conviventi. Ed è il momento emotivamente più forte anche per chi indossa il camice. «Le persone correttamente informate – spiega il medico – potranno prendere una decisione ponderata anche in momenti così drammatici». Sensibilizzazione e informazione sono le parole d’ordine. «Il nostro braccio destro – dice Ticca – sono e le associazioni. Qui collaboriamo con l’Aitf e l’ Aido di Nuoro Ogliastra». Il prossimo appuntamento è in programma il 17 marzo, giornata in cui i medici del coordinamento locale dei trapianti di Nuoro e i volontari della sezione Aido di Cuglieri saranno nell’aula magna del liceo scientifico del capoluogo barbaricino per incontrare gli studenti. Lo stesso messaggio verrà veicolato a maggio durante la settimana nazionale. Non tutte le iniziative vanno a buon fine. «Due anni fa attivammo in Comune le procedure per registrare il consenso col rilascio delle carte d’identità. Le risposte furono al disotto delle aspettative. Questo – conclude – ci dice che c’è ancora tanto da fare che c’è ancora tanto da fare».
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