La Nuova Sardegna

Pediatri contro la Regione Oggi via allo sciopero

di Gianna Zazzara
Pediatri contro la Regione Oggi via allo sciopero

Ambulatori chiusi fino a mercoledì per il mancato rimborso di alcune prestazioni  Il sindacato dei medici: così cresce il divario tra chi può curarsi pagando e chi no

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SASSARI. Ambulatori pediatrici chiusi in tutta l’isola da oggi fino a mercoledì. Sotto accusa la Regione che si rifiuterebbe di pagare ai camici bianchi, per mancanza di risorse finanziarie, alcune prestazioni diagnostiche, così come previsto dal contratto. «È vero, tre giorni sono tanti ma scioperiamo per garantire l’assistenza a tutti i bambini sardi. Il rischio è che cresca il divario tra chi può curarsi pagando e chi no», è il commento di Basilio Mostallino, pediatria e segretario regionale della Fimp, la Federazione italiana dei medici pediatri.

Quello dello sciopero è un rimedio estremo ma inevitabile. Il problema è cominciato nel 2015 quando l’assessorato alla Sanità ha invitato i medici a limitare alcune prestazioni normalmente svolte negli ambulatori: tampone faringeo per streptococco, test allergologi e pneumologici, screening visivi e ortopedici, monitoraggio costante dei neonati. «Non ci sono soldi a sufficienza – questa la spiegazione dell’assessorato regionale alla Sanità – Non si possono superare i tetti di spesa». Il risultato è che i pediatri, una volta sforato il budget, non vengono rimborsati. «È assurdo – protesta Mostallino – Basterebbe una programmazione regionale seria. In Sardegna nascono ogni anno circa 10mila bambini, non dovrebbe essere complicato per l’assessorato stabilire il budget necessario per le prestazioni aggiuntive. Che, tra l’altro, sono finalizzate alla prevenzione. È un modo per evitare di ingolfare i pronto soccorso pediatrici e per aiutare i genitori, soprattutto nei primi anni di vita del bambino».

I pediatri in questi mesi hanno cercato un dialogo con la Regione. Inutilmente. «Un primo sciopero, programmato per il 26, 27 e 28 febbraio, è stato sospeso perché abbiamo cercato di trovare un accordo con l’assessorato regionale alla Sanità. Ma l’incontro non ha avuto esito positivo e quindi abbiamo deciso di incrociare le braccia da domani (oggi, ndr) fino a mercoledì. Mi auguro che le famiglie comprendano le motivazioni della nostra battaglia, lo facciamo nel loro interesse, per garantire un’assistenza migliore a tutti i bambini sardi». Ovviamente saranno garantite le prestazioni indispensabili come le visite domiciliari urgenti, l’assistenza domiciliare integrata e quella programmata per i pazienti terminali.



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