Ironman Zanda, amputati i piedi
Il chirurgo: «Operazione riuscita, per le mani stiamo valutando la situazione»
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AOSTA. Ha avuto un «esito soddisfacente» l'intervento di amputazione dei piedi di Roberto Zanda, l'ironman cagliaritano con gli arti congelati dopo una ultramaratona in Canada. «Abbiamo effettuato un'amputazione sotto il ginocchio che consentirà una rapida applicazione delle protesi biomeccaniche – ha spiegato Flavio Peinetti, primario del reparto di chirurgia vascolare dell'Ospedale Partini di Aosta. Zanda è ricoverato ad Aosta dal 19 febbraio a seguito del congelamento degli arti avvenuto mentre partecipava in Canada all'ultramaratona Yukon Artic Ultra con temperature di meni 50 gradi. «Per le mani – ha aggiunto Peinetti – stiamo valutando la situazione in raccordo con alcune equipe di chirurgia ricostruttiva per poter preservare il più possibile».
Zanda è ricoverato all’ospedale Parini di Aosta dopo aver trascorso 17 ore in balia del freddo polare dello Yukon e proprio ad Aosta ha ricevuto l’offerta dell’Officina ortopedica Maria Adelaide che è pronta a fornirgli il sostegno necessario per l’ applicazione delle protesi. L’azienda è pronta a fornirgli i mezzi per restituirlo alla quotidianità attraverso l’applicazione di “i-Limb”, una mano bionica capace di un’autonomia mai raggiunta dai precedenti prototipi.
L’ospedale Parini di Aosta è lo stesso centro che in cui un mese fa era stata curata l'alpinista francese Elisabeth Revol, dopo la tragedia durante la discesa dagli 8mila pakistani del Nanga Parbat, in cui morì il suo compagno di cordata, Tomek Mackiewicz, alpinista polacco 43enne.
Zanda è ricoverato all’ospedale Parini di Aosta dopo aver trascorso 17 ore in balia del freddo polare dello Yukon e proprio ad Aosta ha ricevuto l’offerta dell’Officina ortopedica Maria Adelaide che è pronta a fornirgli il sostegno necessario per l’ applicazione delle protesi. L’azienda è pronta a fornirgli i mezzi per restituirlo alla quotidianità attraverso l’applicazione di “i-Limb”, una mano bionica capace di un’autonomia mai raggiunta dai precedenti prototipi.
L’ospedale Parini di Aosta è lo stesso centro che in cui un mese fa era stata curata l'alpinista francese Elisabeth Revol, dopo la tragedia durante la discesa dagli 8mila pakistani del Nanga Parbat, in cui morì il suo compagno di cordata, Tomek Mackiewicz, alpinista polacco 43enne.
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