L'ex ideologo grillino: "Il M5s ha perso la purezza"
Il filosofo Paolo Becchi: "Il Movimento vuole governare ma non ha i numeri, l'ideale per il Paese è che resti Gentiloni i mesi necessari per una nuova legge elettorale"
SASSARI «Chiunque avesse un po' di cuore nel 2013 non poteva che avvicinarsi al Movimento 5 Stelle. Chiunque ha un po' di cervello nel 2018 non può che tenersene lontano».Non è mai stato uno che le manda a dire Paolo Becchi, filosofo e docente universitario genovese, innamorato del primo Movimento di Grillo e Casaleggio, di cui fu uno degli ideologi. E da cui uscì sbattendo la porta nel 2016.
È saltato giù dal carro del vincitore?
«Sicuramente il movimento era in grande ascesa, ma stava già iniziando il suo percorso di "normalizzazione" per me assolutamente insopportabile. Percorso che ha portato all'ultimo golpe di Di Maio, che di fatto ha preso il comando, e che non lo lascerà così facilmente».
I risultati sembrano dargli ragione.
«Devo dire che non mi aspettavo un successo del genere, innegabile. Ma era difficile prevedere un crollo di questa violenza del Pd e di Berlusconi. Più che di vincitori in questa tornata elettorale è più interessante parlare di sconfitti».
Da chi iniziamo?
«Da quello senza speranze: Berlusconi. Ha esaurito le sette vite. Si è fatto fare le liste dalla badante e le strategie politiche da un avvocato che ha perso tutte le sue cause. Un disastro da cui non si rialzerà».
Il centrodestra però è la prima coalizione.
«Salvini è il centrodestra, non ha sbagliato un colpo. Ha preso contatto con i territori, come qui in Sardegna col Psd'Az. Ricucendo le fila del sovranismo, che non è materia del nord ma di tutta Italia. Il suo è già un successo, ma è solo l'inizio. Forza Italia non sopravviverà alla morte politica di Berlusconi. E quella fetta di elettorato andrà alla nuova Lega, che io immagino federale e nazionale».
Parla da militante?
«Sicuramente nella Lega ci sono parole d'ordine chiare rispetto all'antieuropeismo e al sovranismo che erano le stesse su cui all'inizio stavamo costruendo il M5S. Ora l'Europa per Di Maio è diventata amica».
Il Pd invece?
«I due sconfitti sono Renzi e Berlusconi, e la loro legge elettorale pasticciata per rifare un nuovo patto nel Nazareno. Gli italiani questo l'hanno capito, e li hanno mandati a casa. Il Pd però, a differenza di Berlusconi, ha un partito, delle dinamiche democratiche, un radicamento. Che, se si libererà di Renzi e avrà l'intelligenza di sedersi all'opposizione, gli permetteranno in un paio d'anni di riprendersi quei voti che hanno gonfiato il risultato di Di Maio».
Pensa che sia un risultato gonfiato?
«Penso che il M5S abbia raggiunto il suo apice. E spero davvero che trovino qualche sistema per governare un paio d'anni per uscire da quel limbo di slogan e risposte vaghe che portano avanti da tempo. Appena faranno una mossa, a destra o a sinistra, perderanno pezzi enormi del loro elettorato. Hanno già comunque perso la purezza, sono esattamente come gli altri. E forse un po' peggio».
Come se ne esce?
«Se i partiti penseranno al loro bene personale non c'è nessun motivo né per il Pd né per la Lega di accettare un'alleanza con il M5s. E men che mai di fare un patto tra loro per escluderli e renderli la vittima sacrificale. Penso che sia giusto che la Lega ambisca ad avere la presidenza di una camera, e magari l'incarico per formare il governo, ma non credo che Salvini abbia fretta di governare».
Rimane Di Maio.
«Che ha una gran voglia ma non ha i numeri. La mia idea, in questo caso per il bene del Paese, è che rimanga Gentiloni, con un governo di scopo che faccia una nuova legge elettorale, magari ripescando il vecchio Mattarellum. E se ci vorranno sette o otto mesi amen. La Germania ci ha messo sei mesi a fare la sua coalizione, la Spagna ha rivotato».
È venuto a Sassari chiamato da un movimento civico, Sassari Libera, c'è ancora spazio per il civismo?
«Io credo che ogni comunità locale debba organizzarsi per governarsi da sola. La forza civica fu il propulsore del primo M5s. Ed è stata anche la prima a lasciarlo. Ben venga dunque qualsiasi organizzazione di cittadini, avranno sempre il mio appoggio. Se poi mi chiama Sassari Libera come fa uno spirito libero come me a non rispondere». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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