La Nuova Sardegna

Lo chef con la Sla: Matteo resisti

di Roberto Petretto
Lo chef con la Sla: Matteo resisti

Palumbo scrive a Renzi: lotterò come fai tu. L’ex premier: lascio ma non mollo

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ORISTANO. Si erano conosciuti a Milano, in occasione della visita dell’ex presidente Barak Obama, a maggio dello scorso anno: l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi e Paolo Palumbo, giovane chef oristanese che sta combattendo un battaglia contro una malattia terribile come la Sla. Paolo la sua malattia la sta combattendo anche cercando di restituire ai malati come lui la possibilità di riascquistare, almeno in parte, il gusto per il cibo. Sono passati dieci mesi dopo quell’incontro al Seeds&Chips di Milano e in questi giorni convulsi per la politica italiana, Paolo Palumbo ha scritto all’ex presidente del Consiglio. È stato lo stesso Renzi a rivelare il dialogo con lo chef oristanese, nella sua newsletter “Enews”: «Ho ricevuto email bellissime in questi giorni. Mi scuso se non riuscirò a rispondere a tutti uno per uno come vorrei. Paolo però merita un’eccezione. È un ragazzo molto giovane, straordinario, che combatte contro la Sla. L’ho conosciuto 10 mesi fa a Milano, durante un incontro con Barack Obama. Siamo rimasti in contatto in questi mesi». Paolo Palumbo ha rivolto un incitamento all’ex capo del Governo: «Caro Matteo, in questi giorni non faccio altro che pensare a te. Perché ti sei preso delle responsabilità che tu non hai? Ricordati che sin da quando iniziamo a fare i primi passi, cadiamo perché dobbiamo imparare ad rialzarci, quindi fai un favore a te in primis, ma poi fallo per le persone che ti stimano, che credono in te, fallo per me e per tutti i Paolo d’Italia, fallo per chi vuole un futuro. Non mollare e ritira le dimissioni». Il giovane chef oristanese invita Renzi a non darla vinta «a quei franchi tiratori dei finti amici, che pur di fare un dispetto al comandante della nave, hanno forato lo scafo, dimenticandosi che c’erano a bordo anche loro». Nella lettera ci sono anche una serie di consigli sulle scelte da fare. Tutti caratterizzati da una considerazione di base: “Renzi non deve mollare”: «Fai pulizia in casa, caccia via chi non ti merita e poi vedrai». Poi il parallelo con la difficile situazione personale: «Quale insegnamento vuoi darmi col tuo gesto? Io ho 20 anni, la Sla mi ha letteralmente divorato, sono immobile, parlo e respiro a fatica. Sto malissimo, Ma io non mollo». Quindi l’invito a «lasciare perdere» i 5Stelle che sono «destinati a fallire».

Renzi ha risposto così agli inviti e all’incoraggiamento di Palumbo: «Caro Paolo, io non mollo. Mi dimetto da segretario del Pd, come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri». Un discorso che ha poco di politico e che sa piuttosto di solidarietà e di incoraggiamento: «Quando penso che in Italia ci sono persone come te, innamorate della vita e talmente coraggiose da non aver paura di sfidare malattie devastanti, ti dico che sono orgoglioso di averti conosciuto. E di lottare insieme a te». Il segretario dimissionario del Pd non è intenzionato a mollare e invita anche Paolo a continuare la lotta: «Abbiamo perso una battaglia, caro Paolo, ma non abbiamo perso la voglia di lottare per un mondo più giusto. Lo faremo insieme, con il nostro sorriso e con la nostra libertà. Io non mollo, ma soprattutto non mollare tu! Ti abbraccio e ti voglio bene, Matteo».

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