La Nuova Sardegna

Air Italy, oggi incontro al ministero

I sindacati pretendono il rispetto dell’accordo del 2016: «Vanno riassorbiti 700 lavoratori» 

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OLBIA. Tutti al ministero, per incontrare l’azienda e conoscere nei dettagli il piano industriale di Air Italy, già presentato alla stampa il 19 febbraio a Milano. I sindacati che avevano sottoscritto l’accordo quadro del giugno del 2016 sono convocati al Mise. Oggi alle 14 potranno confrontarsi direttamente con i vertici di Air Italy, il nuovo nome di Meridiana dopo l’ingresso in società di Qatar airways. Al tavolo ci saranno Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpac e Anpav. I sindacati si presenteranno a Roma con una lunga serie di rivendicazioni. «Chiediamo che in caso di nuove assunzioni il diritto di prelazione debba essere esercitato da tutti i lavoratori collocati in mobilità, nessuno escluso», avevano da poco spiegato Franco Monaco (Filt–Cgil), Gianluca Langiu (Fit–Cisl), Elisabetta Manca (Uiltrasporti) e Jessica Lisanti (Ugl). I sindacati pretendono che venga rispettato l’accordo del 2016, che prevedeva il riassorbimento entro tre anni di tutti quei lavoratori che avevano dovuto lasciare Meridiana, tra licenziamenti diretti e conciliazioni. In tutto circa 700 persone. Inoltre i sindacati chiedono che i tre anni di tempo scattino da oggi e non dal giugno 2016. «Perché non è colpa dei lavoratori se il piano industriale è stato presentato solo ora», spiega Franco Monaco. Anche l’Anpav si aspetta chiare risposte dall’incontro al Mise. «Auspichiamo che vengano confermati gli attuali asset sardi della compagnia e che gli stessi vengano implementati in linea con l’intensificarsi della domanda stagionale – spiega Marco Bardini, di Anpav Sardegna –. Preso atto della necessità che l’attività intercontinentale della compagnia non può che originare dall’hub di Malpensa, oltre che da Roma, per noi è inderogabile che vengano confermati gli impegni di mantenimento e sviluppo dell’attività nazionale e internazionale con equipaggi e macchine basati in Sardegna. E non è pensabile che la compagnia non faccia di tutto per vincere la gara che sarà bandita nei prossimi mesi per i collegamenti tra i tre aeroporti sardi con Roma. Inoltre il rilancio aziendale e la crescita non possono che passare attraverso il riassorbimento prioritario delle centinaia di maestranze in mobilità». (d.b.)

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