La Nuova Sardegna

Cinquestelle pigliatutto I dem in caduta libera

di Umberto Aime
Cinquestelle pigliatutto I dem in caduta libera

Nell’isola il M5s ha superato il record della Dc del ’93. Boom della Lega col Psd’Az Record negativo per il Pd che perde 110mila preferenze: peggior risultato in Italia 

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CAGLIARI. Il sospetto c’era, la conferma è arrivata: tutti i voti perduti dal Pd sono finiti al Movimento Cinque stelle, nelle elezioni politiche del 4 marzo. È stato un trasloco in massa, a scriverlo è l’Istituto Cattaneo di Bologna, che come sempre ha analizzato i risultati e tirato le somme. Rispetto al voto del 2013, il Partito democratico è scivolato dal 25,2 per cento al 14,7, il peggior risultato di sempre, con un calo secco intorno ai 10 punti. Di contro, i Cinque stelle sono cresciuti dal 29,7 al 42,3, con un balzo di 12,6 punti. Basterebbe questo confronto per dire quanto sia stato totalizzare il travaso, ma c’è dell’altro. In percentuale, secondo l’Istituto Cattaneo, il Pd ha perduto quasi la metà nella classifica dei voti assoluti (-41,7), mentre i grillini sono cresciuti quasi del doppio: +42,2. Il voltafaccia degli elettori è racchiuso in queste due classifiche è chiarissimo.

Il crollo. Nel 2013 il Pd sardo, col 25,2 per cento, aveva ottenuto un risultato fra i migliori ottenuti dai dem nel Mezzogiorno, secondo solo a quello ottenuto in Basilicata. All’indomani dello schianto di marzo, la situazione s’è ribalta. Quel -10,5 per cento con cui invece ha chiuso dieci giorni fa è, sempre a livello nazionale, il secondo peggior calo dopo quello incassato in Emilia, -10,6 dell’Emilia. Se poi il confronto è sui voti assoluti, la Sardegna dem ha sul groppone un altro record negativo. La sua caduta libera fino al -41,6 per cento è addirittura il decremento maggiore in Italia, con un distacco di quasi 13 punti dall’Emilia Romagna, che è al secondo posto in questa classifica al contrario. Per entrare ancora più nel dettaglio, in cinque anni, il Pd ha visto svanire quasi 110mila voti fra Camera e Senato. Un disastro.

Il trionfo. Nel 2013 i Cinque stelle avevano ottenuto il 29,7 per cento dei voti. Era stato il quinto migliore risultato in Italia dopo Liguria, Sicilia, Marche e Abruzzo. Una posizione, nella classifica nazionale, che i grillini hanno mantenuto dopo cinque anni. Un altro dato: l’aumento in percentuale del 12,6 è la settima migliore in Italia dopo Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Molise e Sicilia. Anche la progressione del M5s in Sardegna per quanto riguarda i voti, intorno al 42 per cento, è fra le più performanti dopo quelle in Campania (+123,4 per cento), Basilicata (+81), Puglia (+76), Calabria (+74,6), Molise (+64,7) e Sicilia (45,1). Con un’ultima curiosità: in queste Politiche, i Cinque stelle hanno fatto addirittura meglio della Democrazia cristiana, che nel 1993 raggiunse uno dei sui picchi, col 33,7. Record battuto dai vincitori assoluti del 4 marzo col 42,3 per cento, con quasi nove punti in più rispetto all’allora Balena bianca.

L’exploit. Per l’Istituto Cattaneo, c’è un altro dato che rende la Sardegna un caso unico. È la crescita stratosferica ottenuto dalla Lega, alleata col Psd’Az, fra le ultime due elezioni politiche. Quest’anno il partito di Matteo Salvini è cresciuto addirittura del 7.540 per cento rispetto al 2013, con 92.441 voti in più alla Camera e 92.491 al Senato. Mentre cinque anni fa s’era fermata a un misero 0,14 alla Camera (1.330 voti) e 0,16 al Senato (1.321). È un exploit inaspettato che ha portato i sardoleghisti alle soglie del podio nazionale, col quarto miglior risultato nazionale, dopo il +8.706 della Puglia, il +7.659 dell’Abruzzo e il +7.543 del Lazio. Anche se, sempre in Sardegna, la Lega non è riuscita nel sorpasso: Forza Italia continua a essere il primo partito del centrodestra, anche se il vantaggio si è assottigliato.

Proclamazione. Oggi, intorno a mezzogiorno, l’Ufficio elettorale della Corte d’appello di Cagliari dovrebbe proclamare i sedici parlamentari sardi eletti con il proporzionale. I sette del Movimento Cinque stelle (Emanuela Corda, Andrea Vallascas, Alberto Manca, Lucia Scanu, Paola Deiana, Ettore Licheri ed Elvira Evangelista), i tre del Pd (Romina Mura, Gavino Manca e Giuseppe Luigi Cucca), i tre di Forza Italia (Ugo Cappellacci, Pietro Pittalis ed Emilio Floris), i due della Lega-Psd’Az (Christian Solinas e Guido De Martini) e Salvatore Deidda per Fdi.

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