La Nuova Sardegna

Prof colpito con un calcio a Sassari, lo studente chiede scusa

di Luca Fiori
Prof colpito con un calcio a Sassari, lo studente chiede scusa

All’istituto Alberghiero di Sassari collegio straordinario dei docenti

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SASSARI. Sarà un collegio straordinario dei docenti, in programma questo pomeriggio, a decidere le sorti dello studente sedicenne che martedì mattina - all’interno della palestra dell’istituto alberghiero di Sassari - ha colpito con un calcio il professore di educazione fisica che lo aveva affrontato a muso duro, portandogli via dal collo un fischietto con cui stava disturbando la lezione.

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Intanto mentre il professore 63enne, che nell’immediatezza dei fatti aveva chiamato il 113 e chiesto di essere accompagnato al pronto soccorso, sembrerebbe essere intenzionato a non presentare una denuncia per lesioni, arrivano le scuse dello studente.

Martedì sera, dopo aver ripensato a quanto accaduto in palestra, l’adolescente ha scritto un messaggio al docente dicendo di essere dispiaciuto. Una parziale ammissione di responsabilità che potrebbe portare la scuola a non prendere ulteriori provvedimenti in aggiunta ai 15 giorni di sospensione già annunciati.

Sulla vicenda l’istituto di via Cedrino continua a mantenere il massimo riserbo e intanto apre un’indagine interna per capire come siano andate effettivamente le cose durante la sesta ora di martedì scorso in palestra. Ieri mattina il vice preside ha convocato i compagni di classe dello studente che ha reagito con violenza contro il professore e ha messo nero su bianco le dichiarazioni di quelli che sarebbero anche i testimoni oculari dell’aggressione. Nelle loro dichiarazioni ci sarebbe però un’altra verità rispetto a quella emersa in un primo momento. Nessuno, neanche il sedicenne sotto accusa, avrebbe negato il calcio al professore, ma stando al racconto dei compagni di classe il docente avrebbe usato le maniere forti per togliere dal collo il fischietto con cui il 16enne stava disturbato la lezione. Dichiarazioni che sono finite anche nella relazione stilata dagli agenti della squadra volante intervenuti all’interno della scuola pochi minuti dopo il parapiglia. Era stato lo stesso docente a comporre il 113 e a chiedere l’intervento della polizia. L’uomo porta una protesi a una gamba e il calcio gli aveva procurato una ferita. Al pronto soccorso era stato medicato e giudicato guaribile in sei giorni, ma una volta dimesso avrebbe scelto di non sporgere querela.

Il brutto episodio si era verificato martedì a fine mattinata. Il docente di educazione fisica non aveva ancora iniziato a fare lezione e dopo aver fatto l’appello aveva ammonito gli studenti, spiegando che dai consigli di classe della sera precedente era emerso un quadro poco edificante. La classe, abbastanza vivace, non era rimasta in silenzio. In tanti avevano risposto al docente con un atteggiamento strafottente e arrogante. Il professore si era un po’ risentito e aveva chiesto a tutti di avere più rispetto del suo ruolo. Nel mentre la palestra si era trasformata in una giungla, perché era arrivata un’altra classe senza alcun professore e gli studenti ne avevano approfittato per sgranchirsi le gambe. A quel punto il professore aveva voltato le spalle agli studenti e preso le sue cose, forse per raggiungere la presidenza e raccontare quello che stava accadendo. Proprio in quel momento erano partiti alcuni fischi che nelle orecchie del docente avevano risuonato come un affronto insopportabile. Tornato sui suoi passi e individuato l’autore dei fischi, il docente si era avvicinato all’alunno e gli aveva strappato il fischietto dal collo. Lo studente aveva reagito con un calcio. Un gesto inqualificabile, ma per il quale dopo qualche ora ha chiesto scusa. Il collegio straordinario dei docenti stasera dovrà decidere se concedergli di ripartire dal quel passo indietro e quell’ammissione di responsabilità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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