Tedde: progetti di filiera, bando da rifare
Interrogazione del consigliere regionale: «I parametri escludono molte imprese del nord dell’isola»
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CAGLIARI. «Occorre rivedere il bando dei Progetti integrati di filiera (Pif) per consentire alle imprese cooperative del nord ovest della Sardegna di partecipare». La richiesta è del consigliere regionale di Forza Italia, Marco Tedde, che ha presentato una interrogazione urgente al presidente Pigliaru per modificare i criteri del bando. Per i Pif – una misura che rientra nel piano di sviluppo rurale 2014-2020 – ci sono a disposizione più di 36 milioni di euro. L’obiettivo è favorire l’aggregazione tra produzione primaria, trasformazione e commercializzazione, promuovendo così un circuito virtuoso in grado di dare valore aggiunto alle produzioni e, contemporaneamente, rafforzare il sistema economico delle aziende coinvolte. Il problema è che il bando, così com’è formulato, richiede alle imprese capofila, quelle che dovranno guidare l’investimento all’interno della filiera, parametri – a partire dal fatturato – tali da escludere automaticamente gran parte delle cooperative del nord Sardegna. «I Pif sono strumenti che in diverse regioni italiane stanno dando buoni risultati, purtroppo in Sardegna i bandi sono mal strutturati – denuncia Marco Tedde – . Nel caso del settore ovicaprino da latte, ad esempio, i limiti dimensionali vengono stabiliti in 10 milioni di euro quale risultante della media del fatturato degli ultimi 3 anni. Condizioni, queste, che escludono dal finanziamento la gran parte delle aziende cooperative del nord ovest della Sardegna, il cui fatturato medio è tra i 5 e i 7 milioni di euro, quindi al di sotto dei limiti minimi previsti. Tutto ciò avrà pesanti ripercussioni sul tessuto economico agropastorale che, più di altri, ha bisogno di innovarsi se vuole conquistare nuovi mercati».
Secondo Tedde è evidente che « il bando Pif si riferisca alle sole realtà produttive già leader del settore, abbandonando, di fatto, ad un incerto destino le altre, che devono invece essere considerate importanti forme di presidio del territorio e per questo vanno sostenute nel loro percorso di crescita ed innovazione». «Abbiamo il dovere morale e politico di tutelare le nostre eccellenze – ripete Tedde – ma tutte, a prescindere dai limiti dimensionali. Solo così le istituzioni potranno rappresentare per le nostre comunità locali un punto di riferimento per le politiche di sviluppo. Per questi motivi, considerando anche la disponibilità dei fondi del Psr per il 2014-20120 (1.308 milioni) chiediamo a Pigliaru e all’assessore Caria di sospendere il bando e di rimodularlo aumentando il plafond finanziario e riducendo il limite di fatturato necessario per partecipare».
Secondo Tedde è evidente che « il bando Pif si riferisca alle sole realtà produttive già leader del settore, abbandonando, di fatto, ad un incerto destino le altre, che devono invece essere considerate importanti forme di presidio del territorio e per questo vanno sostenute nel loro percorso di crescita ed innovazione». «Abbiamo il dovere morale e politico di tutelare le nostre eccellenze – ripete Tedde – ma tutte, a prescindere dai limiti dimensionali. Solo così le istituzioni potranno rappresentare per le nostre comunità locali un punto di riferimento per le politiche di sviluppo. Per questi motivi, considerando anche la disponibilità dei fondi del Psr per il 2014-20120 (1.308 milioni) chiediamo a Pigliaru e all’assessore Caria di sospendere il bando e di rimodularlo aumentando il plafond finanziario e riducendo il limite di fatturato necessario per partecipare».
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