«Con l’Anas sarda appalti in tempi dimezzati»
L’assessore regionale Edoardo Balzarini illustra i punti di forza: meno burocrazia e lavoro ai giovani
SASSARI. L’immagine che viene in mente è quella di un laboratorio in cui le idee si trasformano in progetti e le risorse economiche in lavoro per le imprese: questa è l’Anas sarda, cioè la società di ingegneria intorno alla quale ruota la legge sugli appalti, fresca di approvazione da parte del consiglio regionale. L’obiettivo è potenziare l'autonomia delle competenze della Regione sulla programmazione e organizzazione delle opere pubbliche. L’assessore regionale Edoardo Balzarini descrive con entusiasmo quella che considera una rivoluzione.
Assessore, quali sono i punti di forza della legge sugli appalti?
«Sono almeno quattro. Il primo è lo snellimento delle procedure attraverso la riorganizzazione della macchina regionale, il secondo la creazione di una società di ingegneria con il compito di elaborare studi e progetti».
La cosiddetta Anas sarda?
«Si, la definizione è corretta e identifica questa nuova struttura formata da professionisti, in parte dipendenti regionali e in parte esterni, che dovranno dedicarsi esclusivamente al lavoro di progettazione».
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In che modo la nuova struttura consentirà di accorciare i tempi di realizzazione delle opere?
«La società darà risposta a una carenza acclarata degli uffici tecnici regionali che avendo una attività diversificata non riescono a concentrarsi sulla fase di elaborazione-progettazione che richiede un lavoro approfondito e tempi lunghi. Nella realizzazione di un intervento la parte più complessa è infatti quella preliminare che comprende l’elaborazione progettuale e l’acquisizione di un numero consistente di pareri da parte degli enti preposti. L’Anas sarda inciderà in questa fase iniziale, contribuendo così a tagliare i tempi in maniera significativa. Non solo: la stessa struttura ci darà la possibilità, anche con una più attenta attività di esternalizzazione dei servizi di ingegneria e architettura, di accedere in modo più tempestivo a risorse finanziarie nazionali e comunitarie».
A proposito di questo, i tempi lunghi di esecuzione possono comportare la perdita di risorse. Come evitarlo?
«È un problema da affrontare con urgenza, serve una programmazione puntuale per evitare di finire nelle tagliole imposte dalle regole Ue. La legge stabilisce tempi precisi per fissare impegni di spesa e successiva rendicontazione, in passato questo meccanismo ha creato difficoltà ed è stato necessario procedere a rimodulazioni per sostituire un certo tipo di spese con altre più facilmente rendicontabili. Per questo è fondamentale una struttura di progettazione, programmazione e controllo puntuale».
Quali sono gli altri punti di forza della legge?
«È molto importante l’attenzione riservata alla qualità delle opere pubbliche e alla loro valorizzazione. Ma non lo è certamente di meno l’azione di tutela nei confronti delle piccole imprese e dei giovani professionisti che rischiano di essere tagliati fuori dal mercato».
In che modo saranno tutelati?
«L’articolo 23 della legge al terzo comma prevede una corsia preferenziale nell’affidamento a giovani professionisti – iscritti da meno di 5 anni ai relativi ordini – di incarichi per i quali venga corrisposto un onorario di importo inferiore a 20mila euro. Pensiamo per esempio a lavori di manutenzione o ristrutturazione non particolarmente complessi».
A rallentare l’iter di un appalto sono spesso anche i mancati pagamenti da parte delle imprese nei confronti dei fornitori di beni e servizi. La legge come interviene su questo aspetto?
«I fornitori non saranno più l’anello debole del sistema. La legge infatti introduce forme di tutela nei loro confronti a garanzia del pagamento delle prestazioni. In particolare, l’articolo 40 stabilisce che i pagamenti alle imprese non possano avvenire in assenza di fatture quietanzate che attestino la regolarità dei rapporti con i fornitori».
Ritorniamo al principale obiettivo, l’accorciamento dei tempi. Oggi quali sono quelli medi di realizzazione di un’opera?
«Prendiamo in esame un’opera di valore medio alto, intorno a 5 milioni di euro: si realizza da un minimo di 3 anni a un massimo di 9».
Con la nuova legge quali sono le previsioni?
«Puntiamo a dare un taglio netto dimezzando i tempi».
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