Continuità territoriale, Careddu: «Basta ai diktat Ue, andiamo avanti coi bandi»
L’assessore regionale ai Trasporti: «Partite le ultime integrazioni chieste da Bruxelles. Non accettiamo ulteriori rinvii. La priorità è il diritto alla mobilità dei sardi»
CAGLIARI. Per la Sardegna l’Europa è uno Stato straniero. Nessun paradosso. Per parlare con gli Euroburocrati le Regione, anche quella sarda, si devono rivolgere all’ambasciatore italiano. Sembra impossibile, ma è il reale iter che si deve seguire. È questo è solo uno dei tanti labirintici percorsi che l’assessorato ai Trasporti deve percorrere per portare a casa il nuovo bando della Continuità. L’assessore Carlo Careddu dà due notizie. Sono partite le integrazioni per i bandi sulla Ct1. E la Regione ha deciso in ogni caso di andare avanti con la pubblicazione dei bandi.
La scelta. L’assessore Careddu spiega l’iter seguito. «Oggi sono partite per Roma e Bruxelles le ultime integrazioni ai bandi, richieste dopo gli ultimi incontri diretti e indiretti con l’Ue. Sì perché alcuni incontri li fa l’ambasciatore italiano. Lo so che sembra incredibile, ma tutti i rapporti e gli appuntamenti con la commissione sono fissati attraverso l’ambasciatore. Oggi è partito l’ulteriore corposo, e spero definitivo, plico». Ma cosa contiene? «Ci sono gli studi e i calcoli sul progetto di continuità territoriale. Come la dimensione dei flussi. Nodi che la commissione aveva posto. In questi mesi ci siamo riuniti in diverse occasioni. E ogni volta gli euroburocrati hanno messo in evidenza un aspetto diverso. E ogni volta hanno sollevato nuove questioni e nuovi dubbi. Questo tipo di rapporto non è per nulla semplice da portare avanti».
La vicenda. Careddu racconta solo gli ultimi mesi di trattativa. «La lettera dell’ottobre 2017 ci chiedeva di revocare i bandi di Alghero e Olbia e di rifare quello di Cagliari. Da quel momento in poi ci sono state diverse riunioni, l’ultima a Palazzo Chigi. Il mio obiettivo da subito è stato avere la sponda del governo. La Regione non può essere lasciata da sola. Il cambio di governo in questi ultimi mesi ha reso le cose ancora più complicate».
La decisione. Careddu dice in modo esplicito che andrà avanti. «La trattativa con l’Ue è andata avanti a schiena dritta. E siamo pronti ad andare avanti perché anche noi siamo cittadini europei e vogliamo avere gli stessi diritti e le stesse possibilità degli altri europei. I burocrati di Bruxelles non capiscono le nostre esigenze e la situazione che viviamo e la necessità di quantificare il gap che vivono i sardi». Careddu spiega la differente impostazione tra Bruxelles e la Regione. «Da una parte della bilancia c’è il libero mercato, dal altra il diritto alla mobiltà dei sardi, che è un diritto fondamentale. L’Europa dovrebbe tutelare questo diritto, mi pare perferisca considerare il libero mercato. Ci troviamo a parlare di concetti come “servizio minimo”, quello da garantire per non alterare il mercato. Io parlo di diritto alla mobilità che deve essere garantito. Ma l’Ue pretende l’inversione dell’onere della prova. Devi essere tu a dimostrare che a quel diritto non puoi rinunciare. E che la Regione non dà aiuti di Stato, ma difende la mobilità dei sardi».
Ct1. Per l’assessore «è indispensabile andare oltre la Ct1 in vigore. Martedì ho convocato i vettori per incrementare ancora i voli, ma c’è un limite fisico e contrattuale oltre il quale non si può andare. Serve la nuova Ct1. In questi mesi c’è stato contestato il meccanismo di upgrade dei voli. Che scattava al coefficiente di riempimento dell’80%. Percentuale che per l’Ue penalizza le low cost. Abbiamo innalzato la percentuale. Ho insistito molto perché nel nuovo bando vengano garantiti nel primo e nell’ultimo volo posti riservati ai sardi che devono fare controlli e visite mediche nella penisola. Anche in questo caso ho faticato. L’Ue ci contesta anche il fatto che ci sia una sperequazione tra il numero di voli estivi e quelli invernali. Ho spiegato che anche i sardi viaggiano e lo fanno di più in estate. Tutti questi dati non li abbiamo inventati, ma ci siamo serviti di consulenze esterne gratuite delle due università sarde e del Cirem. Abbiamo scelto competenze sarde per mostrare che le abbiamo anche nell’isola. Dati scientifici».
Avanti comunque. L’assessore è determinato. «Auspico che in questo incontro l’Ue prenda atto che abbiamo chiarito tutti i punti e non possiamo più rinunciare al nostro diritto alla mobilità. In caso contrario andremo comunque avanti, con garbo, ma con decisione, esercitando i nostri diritti. Diritti che si basano su dati scientifici. Che si basano anche su realtà vicine, che hanno presentato la loro continuità all’Ue e a cui non è stato chiesto nessun tipo di esame».
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