La Nuova Sardegna

Dal bacino alle case il viaggio dell’acqua spiegato agli studenti

di Antonio Meloni
Dal bacino alle case il viaggio dell’acqua spiegato agli studenti

La società idrica è stata la protagonista del primo incontro  Dietro la potabilizzazione tanto lavoro e alta tecnologia

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SASSARI. Chi ha accostato il concetto di semplicità al gesto apparentemente banale di bere un bicchiere d’acqua ignorava di certo ciò che c’è dietro. Dagli invasi ai rubinetti, passando per le condotte, l’acqua subisce infatti un lungo e laborioso processo di depurazione che ne consente il consumo quotidiano. Un viaggio avventuroso ripercorso ieri mattina da 340 ragazzi di quattro istituti superiori, riuniti nell’auditorium di via Monte Grappa, in compagnia dell’ingegnere Emanuele Meloni di Abbanoa. Si tratta del primo di una serie di incontri organizzati dal quotidiano La Nuova Sardegna che, in collaborazione con venti partner, ha varato il progetto “La Nuova a scuola” pensato con l’intento di incentivare la lettura e la diffusione del giornale nelle aule scolastiche. Va da sé che il tema della mattinata era incentrato sul governo della risorsa idrica anche in previsione della giornata mondiale dell’acqua che il prossimo 22 marzo sarà celebrata in tutto il pianeta.

A dare il là alla partecipata manifestazione, coordinata dalla giornalista della Nuova, Daniela Scano, la proiezione in anteprima assoluta di un corto realizzato da Abbanoa per ricostruire in pochi minuti l’affascinante ciclo dell’acqua. Che siano naturali o artificiali, quella che sgorga dai rubinetti delle case sarde arriva principalmente da bacini e laghetti sparsi nella regione. Ma se l’abbondanza è legata alle piogge, il problema più ostico è l’eliminazione delle scorie raccolte durante il percorso compiuto verso gli acquedotti. La potabilizzazione prevede infatti 5 fasi di trattamento durante le quali l’acqua viene depurata e disinfettata per garantire al consumatore un prodotto sicuro e qualitativamente valido.

«Il sistema – ha spiegato agli studenti Emanuele Meloni – è basato su processi di filtrazione sempre più spinta che impiegano procedimenti di tipo fisico-chimico per ottenere un’acqua potabile e sicura». La difficoltà maggiore è rappresentata dalla presenza di condotte vecchie e malandate e su questo versante Abbanoa ha avviato da tempo un programma di monitoraggio e sostituzione della rete regionale non solo per ridurre le perdite, ma anche per abbattere i costi di potabilizzazione. La rete sassarese, un intrico di 270 chilometri di condotte, è la più lunga dell’Isola e anche la più complessa per via dell’estensione del territorio comunale e della presenza delle borgate, popolosi agglomerati urbani che necessitano di un consistente approvvigionamento.

La salubrità della risorsa è garantita da 12 mila campionamenti l’anno prelevati da determinati punti ritenuti rappresentativi dell’acqua che scorre nella rete. I campioni vengono poi esaminati da laboratori accreditati con l’obiettivo di ridurre il più possibile i giorni di non potabilità. «In presenza di parametri irregolari – ha tenuto a precisare Meloni – l’autorità sanitaria fa scattare il divieto al consumo».

Naturalmente l’obiettivo è avere il più possibile acqua batteriologicamente pura e su questo fronte controlli e verifiche sono costanti. Tutto questo è affidato a 45 potabilizzatori e 360 depuratori collegati a una lunga rete di 12 mila chilometri di condotte idriche e seimila di reti fognarie. Un sistema regionale che consente di servire 352 dei 377 comuni presenti in Sardegna.

Gli studenti – provenienti dal tecnico Angioy, dal liceo Azuni, dallo scientifico Spano e dal polo tecnico Devilla-Dessì – hanno ascoltato pazienti, ma le domande non si sono fatte attendere. “Perché a Sassari l’acqua manca spesso?” Il funzionario di Abbanoa ha spiegato ai ragazzi che l’interruzione è legata proprio alle continue riparazioni su condotte per la maggior parte vecchie e malandate. Interventi che, purtroppo, devono essere fatti interrompendo il flusso per consentire alle squadre di operare in sicurezza. Altra domanda interessante quella relativa al costo, ritenuto elevato, e qui il ragionamento si complica perché legato a una serie di variabili indipendenti. La mattinata è scivolata piacevolmente grazie anche al format, scientifico ma divulgativo, modulato sulle aspettative di ragazzi che frequentano le ultime tre classi delle superiori.

Il prossimo appuntamento è al liceo Castelvì, ex istituto magistrale, secondo di un ciclo di incontri che porterà La Nuova nelle aule di cinquanta scuole della Sardegna.

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