il movimento
Energie per l’Italia: battaglia per la fiscalità di vantaggio
SASSARI. Riduzione delle indennità dei consiglieri regionali del 50 per cento, apertura di una nuova vertenza con lo Stato per una fiscalità di vantaggio e insularità, riconoscimento dei settori...
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SASSARI. Riduzione delle indennità dei consiglieri regionali del 50 per cento, apertura di una nuova vertenza con lo Stato per una fiscalità di vantaggio e insularità, riconoscimento dei settori agricoltura e turismo come strategici per la ripresa economica della Sardegna, apertura vertenza con la Ue e lo Stato su trasporti aerei e navali, tendente a ottenere una deroga di dieci anni sui vincoli imposti. Sono queste le battaglie che Energie per l’Italia, in Sardegna federata a Italia Attiva e guidata da Tore Piana, intende portare avanti. Durante la riunione della segreteria regionale la discussione si è incentrata sul risultato delle elezioni politiche e la decisione di Epi di non aver presentato proprie liste. Da subito è emersa la piena condivisione della decisione del segretario nazionale Stefano Parisi di non presentare le liste. «Avremmo esposto inutilmente il movimento a una non vittoria, correndo fuori dalla coalizione di centrodestra». L’analisi della segreteria è stato quello di aver segnato il crollo della maggioranza del governo regionale. È stato inoltre discusso il progetto di coalizione di centrodestra che dovrà confrontarsi alle prossime elezioni regionali fra meno di 11 mesi, dove Epi concorrerà con proprie liste in tutti gli 8 collegi. Energie per L’Italia ritiene che si sia a un bivio. «O si ascolta la richiesta di cambiamento della politica che è giunta dalle urne o si soccomberà – questo monito viene rivolto a tutte le componenti del centrodestra – se si vogliono vincere le prossime elezioni regionali. Il M5s è stato l’unico che ha capito il forte malessere del popolo sardo ad aver intercettato e portato avanti la richieste di cambiamento che i sardi richiedono, anche se poi alla protesta deve essere dato un progetto di ripresa economico sociale della nostra Sardegna, valido e credibile, che sinceramente non troviamo nel M5s».
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