Pds: tariffe veterinarie, no ai rincari
Il consigliere Manca vuole la revoca della delibera che modifica i costi
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SASSARI. L’oggetto della contesa è la delibera “Tariffario unico regionale per le prestazioni rese nell’interesse dei privati dai servizi dell’area dell’igiene e sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare del sistema regionale Ats”. In sostanza, un aumento delle tariffe per la cura e per il benessere del bestiame aumentando i costi per le aziende. Una scelta che il consigliere regionale del Partito dei Sardi, Piermario Manca, boccia su tutti i fronti, chiedendo alla Giunta Pigliaru di annullare il provvedimento: «Non si capisce “la ratio” e l’esigenza di procedere con tanta solerzia all’adeguamento di queste tariffe – attacca Manca–. Stabilire con maniacale precisione pseudoscientifica il livello delle tariffe, è una decisione che contrasta con la legge che abolisce i tariffari degli ordini professionali che, com’è noto, stabilivano le tariffe minime professionali. Il legislatore ha stabilito che nessuna categoria professionale possa svolgere le proprie attività avendo garantiti minimi tariffari; la delibera della giunta regionale, invece, è un elenco di “minimi tariffari”, visto che le somme vanno a compensare prestazioni libero professionali svolte da dipendenti dell’Ats in regime privatistico, seppure all’interno delle strutture pubbliche o nel tempo di lavoro regolato dal contratto». «Le tariffe che dovrebbero essere assoggettate alle regole del mercato vengono rielaborate dalla politica sarda che, con solerzia, approva i minimi tariffari per gli iscritti agli ordini, favorendo indirettamente la promozione nonché garantendo, sempre a carico del cittadino, una maggiorazione del 2% per l’Enpav – spiega ancora Piermario Manca –. Rinnego questa politica da “moderni gabellieri” e spero che la giunta provveda immediatamente a sospendere e ad annullare la delibera».
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