La Rete: troppi tagli negli ospedali

La denuncia: «Aumentano i costi delle cure e i sardi rinunciano»

CAGLIARI . La Rete in difesa della sanità pubblica ha lanciato un nuovo allarme, con la portavoce Claudia Zuncheddu: «Il 14,5 per cento dei sardi ormai rinuncia a curarsi ed è una percentuale tre volte più alta di quella in Toscana. Tra l’altro il motivo della rinuncia è sempre uno solo: il costo delle cure è aumentato». Per la Rete «il fenomeno continuerà a crescere visti i continui ed esagerati tagli dei servizi pubblici sanitari». Per aggiungere subito dopo: «Insensibili alle grandi lotte portate avanti in questi mesi per salvare piccoli e grandi ospedali, l’assessorato alla sanità e l’Asl unica hanno scatenato una gran confusione e l’attuale disorganizzazione ha aumentato le disuguaglianze sociali. In Sardegna dove in 304 comuni su 377 i decessi superano le nascite, il continuo taglio ai danni della sanità sarà il colpo di grazia per le nostre collettività già messe in ginocchio dall’emergenza spopolamento». La carenza di personale medico, infermieristico e di laboratorio, le liste d’attesa sempre più lunghe, i costi insostenibili dei ticket, sono «il preludio – è la conclusione della Rete – alla privatizzazione del sistema sanitario pubblico che finirà per gettare nella disperazione ancora più sardi ».

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