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Abuso d’ufficio, Puddu chiede l’abbreviato

Abuso d’ufficio, Puddu chiede l’abbreviato

Il sindaco grillino di Assemini è accusato di aver nominato dirigente la moglie del suo collaboratore

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CAGLIARI. Accusato di abuso d’ufficio per aver emarginato una dipendente del comune a vantaggio di altre due, il sindaco di Assemini Mario Puddu sarà processato col rito abbreviato a partire dal prossimo 10 luglio. E’ stato il suo legale Luigi Sanna a chiederlo al gup Roberto Cau, probabilmente con l’obbiettivo di uscire presto dai guai giudiziari in vista della possibile candidatura a governatore per febbraio 2019. La stessa richiesta è stata presentata dall’avvocato Matteo Perra per conto di Francesco Murtas, il legale imputato del concorso nello stesso reato, la cui moglie Stefania Picciau venne scelta da lui stesso a marzo del 2014 per il ruolo di responsabile di posizione organizzativa all’ufficio Suap-Urp-sviluppo economico, mentre Anna Paola Mameli venne incaricata di seguire i servizi tributi e contenzioso in danno di una funzionaria interna all’amministrazione che aveva tutti i titoli per ricoprire gli incarichi. Grazie a questa scelta, avallata da Puddu con un atto di nomina, le due dirigenti - è scritto nel capo d’imputazione - avrebbero beneficiato di vantaggi economici illegali: 27.234 euro la Picciau e 18.302 la Mameli.

A chiedere il rinvio a giudizio di Puddu e di Murtas è stato il pm Marco Cocco, a conclusione di un’inchiesta partita dall’esposto firmato da tre consigliere comunali del M5s - Rita Piano, Irene Piras e Stefania Frau - che in seguito a questa iniziativa vennero espulse dal movimento. Le tre dissidenti, dopo una serie di contrasti in assemblea civica, decisero di denunciare il sindaco Puddu descrivendo nell’esposto una situazione a loro dire inaccettabile: il capo dell’esecutivo comunale avrebbe scelto di affiancarsi l’avvocato Murtas, con un passato nel Pd, come una sorta di sindaco-ombra. Fra l’altro il legale ricevette l’incarico di elaborare il nuovo assetto organizzativo del Comune di Assemini e una delle prime decisioni assunte in quel ruolo fu quella di affidare alla propria moglie un ruolo di alta responsabilità, lautamente retribuito. Le tre consigliere denunciarono anche la decisione del sindaco di nominare tra gli assessori una giovane giurista che svolgeva la pratica legale nello studio dell’avvocato Murtas, ma su questo aspetto della vicenda il pm Cocco non ha rilevato profili di interesse penale.

Le tre dissidenti, che hanno continuato l’attività politica in un nuovo gruppo autonomo, si apprestano a costituirsi parte civile nel procedimento che riguarda Puddu e Murtas. A loro potrebbe aggiungersi la dipendente indicata come parte offesa nel processo. (m.l)

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