I deputati sardi: battaglie comuni
Dopo i senatori arrivano a Roma anche i 17 nuovi inquilini di Montecitorio
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CAGLIARI. Il bene della Sardegna prima di tutto, al di là delle appartenenze politiche. «Se si deve convergere per una buona causa, non c'è ragione per farsi ostracismo, non avrebbe alcun senso». Parola di Mara Lapia, avvocata eletta con il Movimento 5 stelle nel collegio uninominale di Nuoro, uno degli undici deputati grillini che arrivano dalla Sardegna. In totale a Montecitorio saranno 17 i rappresentanti sardi. «Sono emozionata – ammette – lo sarò ancora di più venerdì quando entrerò per la prima volta in Aula». Ma intanto si dice disposta a collaborare, fugando i dubbi degli esponenti delle altre coalizioni nei confronti dei pentastellati. I dubbi di Gavino Manca, per esempio. «Si tratta di capire se il M5s ha proposte da fare per la nostra terra – spiega il neo deputato del Pd – in campagna elettorale ne ho sentito poche, ma certo se arriveranno iniziative intelligenti siamo disposti a sposarle». «Vediamo se hanno intenzione di collaborare oppure se decideranno di sollevare un muro in nome dell'appartenenza politica – dice Pietro Pittalis, eletto con Forza Italia – ricordo che sono aperte una serie di questioni, prima fra tutte quella sulla zona franca, poi la vertenza entrate». Pittalis e Manca hanno una posizione simile anche sulle priorità per l'Isola da porre all'attenzione del Parlamento. «La battaglia che deve passare è il riconoscimento in Costituzione del principio di insularità», auspica il deputato azzurro. «L'insularità, certo – conferma Manca – e poi a cascata il tema della continuità territoriale su cui il Governo precedente ha già investito risorse importanti». Lapia ha un'idea diversa. «Non c'è una proposta particolare, ma è certo che ho intenzione di occuparmi della sanità, ci sono grossi ospedali con reparti allo sbando e piccoli presidi che rischiano di chiudere».
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