Bonus nei 300 metri, ecco le differenze
La giunta e i soriani prevedono un premio in cubatura del 25 per cento mentre per Mdp è solo del 10
4 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Un disegno di legge, quello della giunta, e tre proposte più o meno alternative: è possibile andare a caccia delle differenze? Sì. Ad esempio: chi vuole e chi non vuole i bonus per i 495 alberghi, numero stimato, nei 300 metri dal mare? Il bonus è sempre del 25 per cento, o c’è chi propone meno? L’elenco che segue riguarda solo l’articolo 31, che ha per titolo: «Gli incrementi volumetrici previsti per interventi di riqualificazione e miglioramento della qualità architettonica degli edifici a destinazione turistico ricettiva». Proprio il 31 è uno degli articoli più contestati dagli ambientalisti, che con forza si sono dichiarati contrari «a qualunque intervento nella fascia costiera più sensibile, quella dei 300 metri». Lo hanno fatto di continuo dopo aver richiamato più volte i testi sacri sulla tutela del paesaggio, dal Codice Urbani al Piano paesaggistico regionale del 2006, e diverse sentenze della Corte costituzionale, che ha cassato ogni volta qualsiasi deroga. Sia chiaro, questa caccia alle differenze più che tecnica è divulgativa. Di sicuro farà storcere il naso ai professionisti dell’urbanistica, ma non è detto.
Bonus. È del 25 per cento anche nella fascia super protetta in due testi su quattro: quello della giunta e quello dei consiglieri regionali vicini all’ex governatore Soru. Scende invece al 10 nella proposta di Mpd. In quella di Forza Italia non è previsto, ma solo perché quand’è stata depositata, nell’aprile del 2014, era in vigore ancora l’ultima proroga del Piano casa Cappellacci e lì il bonus era scontato. Tanto che, negli anni, gran parte degli alberghi l’ha sfruttato.
Possibile limite. C’è già un accordo di massima fra la giunta e il Pd di Soru, perché il bonus del 25 per cento preveda comunque una soglia massima di metri cubi da costruire. L’obiettivo di questa correzione volante è evidente: tenere sotto controllo – se così si può scrivere – l’impatto del possibile ampliamento se a chiederlo è un grande albergo o invece un piccolo hotel sul mare. Per essere ancora più chiari: il 25 per cento di mille metri cubi darebbe come risultato un incremento di 750, mentre sarebbe intorno ai 7.500 se la base di partenza fosse 30mila. La sproporzione e quindi il diverso impatto è evidente ed ecco perché prima o poi sarà presentato un emendamento che potrebbe essere riassunto così: «Il 25 per cento in più ma fino a un massimo di... metri cubi». Il limite è stato già calcolato dai tecnici dell’assessorato ma è ancora segreto.
Corpi separati. Prima di tutto è necessario spiegarne il significato. Sono le strutture che, costruite grazie al bonus, potranno essere più o meno attaccate all’albergo madre. Se per la giunta e l’altra proposta del Pd il nuovo blocco nuovo potrà essere anche autonomo, cioè separato, l’ipotesi è assolutamente esclusa da Mdp: «Dovrà essere contiguo alla struttura originale».
Filotto bonus. Da sempre, secondo gli ambientalisti, con il disegno di legge della giunta sarebbe possibile sommare l’ultimo premio del 25% con quelli precedenti previsti dal primo e dalle diverse proroghe del Piano casa. La giunta ha replicato ogni volta che l’effetto moltiplicatore non è previsto. Perché se un albergo ha già sfruttato il 10% del suo 25 previsto dalle vecchie leggi, a quel punto potrà chiedere l’ampliamento solo per il restante 15. In altre parole, l’aumento di cubatura – è scritto nel disegno di legge della giunta – non potrà «mai essere superiore al 25% delle volumetrie esistenti». Anche questo punto è condiviso dalla proposta alternativa del Pd. A escludere a priori ogni possibile filotto è Mdp: «L’albergo che ha già utilizzato i precedenti bonus, potrà al massimo demolire e ricostruire parte dell’esistente, ma senza ottenere premio».
Piano d’impresa. Il disegno di legge della giunta prevede che la richiesta di volumetria in più, il bonus, sia accompagnata da una relazione tecnica. È il piano d’impresa in cui dovranno essere descritti nel dettaglio gli obiettivi dell’ampliamento. Subito dopo messi in chiaro: «Destagionalizzare l’offerta turistica con quei servizi ora richiesti dalla clientela internazionale», leggi soprattutto centri benessere, sale congressi e piscine coperte. Ma mai nuovi posti letto, mentre sarà «possibile ristrutturare le camere per adeguarle ai nuovi standard» e quindi far «ritornare competitivi gli alberghi costruiti negli anni 70-80, non riammodernati e quindi ora fuori mercato». Nella proposta alternativa del Pd, il piano d’impresa invece non c’è, dopo essere stato ritenuto «un inutile eccesso di burocrazia». Invece è obbligatorio, così come per la giunta, nel testo depositato da Mdp. (ua)
Bonus. È del 25 per cento anche nella fascia super protetta in due testi su quattro: quello della giunta e quello dei consiglieri regionali vicini all’ex governatore Soru. Scende invece al 10 nella proposta di Mpd. In quella di Forza Italia non è previsto, ma solo perché quand’è stata depositata, nell’aprile del 2014, era in vigore ancora l’ultima proroga del Piano casa Cappellacci e lì il bonus era scontato. Tanto che, negli anni, gran parte degli alberghi l’ha sfruttato.
Possibile limite. C’è già un accordo di massima fra la giunta e il Pd di Soru, perché il bonus del 25 per cento preveda comunque una soglia massima di metri cubi da costruire. L’obiettivo di questa correzione volante è evidente: tenere sotto controllo – se così si può scrivere – l’impatto del possibile ampliamento se a chiederlo è un grande albergo o invece un piccolo hotel sul mare. Per essere ancora più chiari: il 25 per cento di mille metri cubi darebbe come risultato un incremento di 750, mentre sarebbe intorno ai 7.500 se la base di partenza fosse 30mila. La sproporzione e quindi il diverso impatto è evidente ed ecco perché prima o poi sarà presentato un emendamento che potrebbe essere riassunto così: «Il 25 per cento in più ma fino a un massimo di... metri cubi». Il limite è stato già calcolato dai tecnici dell’assessorato ma è ancora segreto.
Corpi separati. Prima di tutto è necessario spiegarne il significato. Sono le strutture che, costruite grazie al bonus, potranno essere più o meno attaccate all’albergo madre. Se per la giunta e l’altra proposta del Pd il nuovo blocco nuovo potrà essere anche autonomo, cioè separato, l’ipotesi è assolutamente esclusa da Mdp: «Dovrà essere contiguo alla struttura originale».
Filotto bonus. Da sempre, secondo gli ambientalisti, con il disegno di legge della giunta sarebbe possibile sommare l’ultimo premio del 25% con quelli precedenti previsti dal primo e dalle diverse proroghe del Piano casa. La giunta ha replicato ogni volta che l’effetto moltiplicatore non è previsto. Perché se un albergo ha già sfruttato il 10% del suo 25 previsto dalle vecchie leggi, a quel punto potrà chiedere l’ampliamento solo per il restante 15. In altre parole, l’aumento di cubatura – è scritto nel disegno di legge della giunta – non potrà «mai essere superiore al 25% delle volumetrie esistenti». Anche questo punto è condiviso dalla proposta alternativa del Pd. A escludere a priori ogni possibile filotto è Mdp: «L’albergo che ha già utilizzato i precedenti bonus, potrà al massimo demolire e ricostruire parte dell’esistente, ma senza ottenere premio».
Piano d’impresa. Il disegno di legge della giunta prevede che la richiesta di volumetria in più, il bonus, sia accompagnata da una relazione tecnica. È il piano d’impresa in cui dovranno essere descritti nel dettaglio gli obiettivi dell’ampliamento. Subito dopo messi in chiaro: «Destagionalizzare l’offerta turistica con quei servizi ora richiesti dalla clientela internazionale», leggi soprattutto centri benessere, sale congressi e piscine coperte. Ma mai nuovi posti letto, mentre sarà «possibile ristrutturare le camere per adeguarle ai nuovi standard» e quindi far «ritornare competitivi gli alberghi costruiti negli anni 70-80, non riammodernati e quindi ora fuori mercato». Nella proposta alternativa del Pd, il piano d’impresa invece non c’è, dopo essere stato ritenuto «un inutile eccesso di burocrazia». Invece è obbligatorio, così come per la giunta, nel testo depositato da Mdp. (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
