Escluse aree sismiche e vulcaniche
Serve una casa unica per l' eredità nucleare italiana, che ammonta a circa 55mila metri cubi di scorie conservate in vari siti sparsi per la penisola. È stata la Sogin a occuparsi dell’intervento di...
1 MINUTI DI LETTURA
Serve una casa unica per l' eredità nucleare italiana, che ammonta a circa 55mila metri cubi di scorie conservate in vari siti sparsi per la penisola. È stata la Sogin a occuparsi dell’intervento di smantellamento, finalizzato al trasferimento nel futuro sito nazionale. Un sito del quale gli stessi vertici della Sogin hanno da tempo tracciato un identikit, poi confermato dall’Ispra. Il deposito nazionale delle scorie nucleari non potrà essere costruito in aree e isole vulcaniche, in zone a elevato rischio sismico, in territori colpiti da fenomeni di fagliazione, in aree a rischio frane e alluvioni, in zone dove esistono depositi alluvionali a forte rischio idraulico. Ancora: il deposito non sarà realizzato a un’altitudine superiore a 700 metri sul livello del mare, sui versanti con pendenza superiore al 10 per cento, a meno di 5 chilometri dalla costa e di 20 metri sul livello del mare, nelle aree interessate da sprofondamenti improvvisi, nei pressi di sorgenti e altri corsi d’acqua sotterranei, nei parchi e nelle aree naturali protette, vicino a dighe, aeroporti, basi militari e obiettivi sensibili, in zone troppo vicine a centri abitati, a meno di un chilometro da autostrade e ferrovie, nei pressi di miniere e giacimenti energetici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google