verso la pasqua
L’appello del Consorzio Igp: «Comprate solo agnelli sardi»
SASSARI. «Comprate agnello sardo». A pochi giorni dalle festività pasquali arriva l’appello ai consumatori da parte del Consorzio di tutela dell’agnello di Sardegna Igp: «Quando si va in macelleria o...
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SASSARI. «Comprate agnello sardo». A pochi giorni dalle festività pasquali arriva l’appello ai consumatori da parte del Consorzio di tutela dell’agnello di Sardegna Igp: «Quando si va in macelleria o al supermercato bisogna controllare attentamente l’etichetta perché più della metà degli agnelli che arriveranno sulle tavole per le festività pasquali sono stranieri». La maggior parte arriva dalla Romania e dalla Grecia. Ovviamente non è un reato vendere agnelli stranieri, ma il Consorzio invita i consumatori ad acquistare quelli sardi perché sono certificati. «Il Consorzio garantisce i metodi di allevamento, di macellazione e di confezionamento – assicura il presidente del Consorzio Battista Cualbu – È una garanzia per la salute dei consumatori». Ma come si fa a distinguere il prodotto sardo da quello straniero? «Sulle carni sarde è presente un bollino rilasciato dal Consorzio Igp. Il marchio attesta che l’animale è nato in Sardegna da pecora di razza sarda e che si è nutrito di latte materna, e non di farina lattea – spiega Cualbu – Un metodo più veloce? Un buon indicatore è il prezzo. Gli agnelli stranieri sono venduti a un prezzo molto basso, anche a 4 euro al chilo. Un agnello sardo, invece, non può essere venduto a meno di 8-9 euro al chilo».
A far paura al Consorzio di tutela dell’agnello sardo è la contraffazione. «Molti imprenditori fanno i furbi: acquistano gli agnelli dall’estero, li macellano in Sardegna e poi li vendono come sardi – denuncia Cualbu –. Non ci vuole niente a contraffare il marchio, per questo nei prossimi giorni i nostri vigilatori andranno in giro per tutti le macellerie e i supermercati per denunciare eventuali frodi. Non possiamo permettere che pochi disonesti mettano in crisi tutto il comparto». Il presidente del Consorzio si augura che venga presto approvata la proposta di legge Caselli che punisce i reati agroalimentari. «Oggi chi inganna il consumatore viene punito con una sanzione amministrativa – ricorda Cualbu – La proposta di legge Caselli, invece, prevede un inasprimento delle sanzioni che arrivano addirittura alla chiusura dello stabilimento del produttore che mente sulle modalità di produzione o sull’origine geografica del prodotto. Il Parlamento purtroppo non ha fatto in tempo ad approvare il provvedimento a causa della interruzione della legislatura. Ora speriamo che ci riesca, in tempi brevi, quello nuovo. È una richiesta che abbiamo fatto a tutti i candidati durante l’ultima campagna elettorale, da destra e sinistra. Tutti ci hanno assicurato il loro impegno, adesso ci auguriamo che mantengano la parola».
Uno che ha preso a cuore l’appello lanciato dal Consorzio Igp è sicuramente Mario Puddu, il coordinatore del M5S in Sardegna. «Qualche ora fa sono sbarcati a Olbia, su una nave in arrivo da Livorno, quattro articolati con targa rumena carichi di agnelli per il mercato sardo – ha scritto Puddu in un post su Facebook – Agnelli che sicuramente verranno rivenduti come agnelli sardi, quando i pastori sardi non riescono a vendere i loro capi oppure li devono vendere a prezzi bassissimi. Per non parlare delle condizioni e del trattamento riservato a questi animali, in viaggio da giorni per arrivare in Sardegna. È urgente vigilare e porre rimedio a tutto questo».
A far paura al Consorzio di tutela dell’agnello sardo è la contraffazione. «Molti imprenditori fanno i furbi: acquistano gli agnelli dall’estero, li macellano in Sardegna e poi li vendono come sardi – denuncia Cualbu –. Non ci vuole niente a contraffare il marchio, per questo nei prossimi giorni i nostri vigilatori andranno in giro per tutti le macellerie e i supermercati per denunciare eventuali frodi. Non possiamo permettere che pochi disonesti mettano in crisi tutto il comparto». Il presidente del Consorzio si augura che venga presto approvata la proposta di legge Caselli che punisce i reati agroalimentari. «Oggi chi inganna il consumatore viene punito con una sanzione amministrativa – ricorda Cualbu – La proposta di legge Caselli, invece, prevede un inasprimento delle sanzioni che arrivano addirittura alla chiusura dello stabilimento del produttore che mente sulle modalità di produzione o sull’origine geografica del prodotto. Il Parlamento purtroppo non ha fatto in tempo ad approvare il provvedimento a causa della interruzione della legislatura. Ora speriamo che ci riesca, in tempi brevi, quello nuovo. È una richiesta che abbiamo fatto a tutti i candidati durante l’ultima campagna elettorale, da destra e sinistra. Tutti ci hanno assicurato il loro impegno, adesso ci auguriamo che mantengano la parola».
Uno che ha preso a cuore l’appello lanciato dal Consorzio Igp è sicuramente Mario Puddu, il coordinatore del M5S in Sardegna. «Qualche ora fa sono sbarcati a Olbia, su una nave in arrivo da Livorno, quattro articolati con targa rumena carichi di agnelli per il mercato sardo – ha scritto Puddu in un post su Facebook – Agnelli che sicuramente verranno rivenduti come agnelli sardi, quando i pastori sardi non riescono a vendere i loro capi oppure li devono vendere a prezzi bassissimi. Per non parlare delle condizioni e del trattamento riservato a questi animali, in viaggio da giorni per arrivare in Sardegna. È urgente vigilare e porre rimedio a tutto questo».
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