Cabras
Assalto al capodoglio spiaggiato
La carcassa saccheggiata da decine di curiosi: portati via i denti
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CABRAS. È un gigante dei mari, un animale maestoso e forse sarebbe stato lecito attenersi un minimo rispetto. Invece, il capodoglio spiaggiato nel Sinis è diventato il punto di ritrovo di alcuni personaggi che non hanno trovato niente di meglio da fare che strappare i denti del cetaceo, arrivando a scavare dentro la mascella e, infine, a tagliarne un pezzo. Tutto pur di riuscire a portare a casa un macabro souvenir da mostrare agli amici o da condividere sui social network per dire “Io c’ero”. A dare una mano alla banda dei soliti idioti ci ha pensato la giornata di festa che ha permesso a centinaia di curiosi di raggiungere Punta Maimoni per dare un’occhiata da vicino al capodoglio lungo 10 metri e pesante circa 5 tonnellate. E fino a qua, niente di male. Il problema è che, come al solito, non tutti sono dotati di una caratteristica sempre meno diffusa nel turista da social network: il rispetto. E quindi, via alla mattanza sull’animale. Senza alcun motivo e senza alcuna precauzione perché, forse sarebbe il caso di disegnarlo vicino alla carcassa – per venire incontro ai limiti dei meno perspicaci –, le cause della morte del cetaceo non sono state appurate e mettersene un pezzetto in tasca potrebbe non essere la cosa migliore da fare. Così come non è il massimo dell’eleganza salire sopra il corpo del capodoglio per catturare un selfie dall’angolazione più imprevedibile, e stupida. Giochi di cattivissimo gusto che qualificano i partecipanti e che, a questo punto, mettono a rischio anche l’integrità dello scheletro che invece potrebbe essere recuperato per venire esposto in un museo. (c.z.)
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