Urbanistica, Pigliaru tratta Dopo Mdp, vertice col Pd
Il governatore alla sinistra: non ci saranno accelerazioni per il via libera alla legge Il confronto col gruppo dem in Consiglio per aggiustare il calendario dei lavori
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CAGLIARI. Ad un passo da uno degli articoli più complicati della legge urbanistica, quello sui bonus destinati agli alberghi nella fascia dei 300 metri dal mare, la commissione del Consiglio regionale s’è presa una pausa di riflessione. Lunga fino a dopo Pasqua e con il rinvio dei lavori a mercoledì mattina. «Meglio così», è stato il commento raccolto all’uscita dalla terza seduta dopo l’avvio del confronto sul disegno di legge presentato dalla giunta e sulle tre proposte alternative. Meglio così, il rinvio, soprattutto dopo le ultime tensioni fra l’assessore Cristiano Erriu e Mdp, uno dei partiti che fanno parte della maggioranza di centrosinistra.
Lo stop. Non è certo un caso che il confronto fra i commissari si sia fermato davanti alla parola «incrementi» e alla possibilità – testuale – che «le strutture ricettive possano aumentare del 25 per cento le cubature esistenti per migliorare l’offerta turistica, ridurre il consumo del suolo e azzerare i consumi elettrici». Quello degli interventi nella fascia super protetta dei 300 metri è infatti uno dei passaggi più contestati non solo dagli ambientalisti, ma anche dai soriani del Pd, che prevedono a loro volta lo stesso bonus ma con alcuni limiti, e in particolare da Mdp, che invece non va oltre il 10 per cento. In altre parole, il centrosinistra ha preferito non infilarsi nel tunnel rischioso degli «incrementi volumetrici» e s’è preso del tempo. Di fatto è uno stop politico in attesa degli eventi e di sapere anche se e quando la Regione aprirà il «grande dibattito pubblico» sulla legge, annunciato dal governatore Francesco Pigliaru.
Primo chiarimento. C’è stato ed è stato fra lo stesso presidente della Regione e il gruppo di Mdp, guidato da Eugenio Lai, che fa parte della commissione, Daniele Cocco, Luca Pizzuto e Paolo Zedda. Dopo il confronto aspro dell’altro giorno con l’assessore, Mdp ha chiesto che «sulla legge urbanistica ci sia il massimo dell’attenzione e non si continui con un’accelerazione esagerata nella discussione degli articoli». Perché sarebbe stato proprio questo il motivo del recente e brusco faccia a faccia fra Erriu e Lai durante la seconda riunione della commissione. Con in più anche questo secondo motivo di conflitto: il testo base su cui i commissari sono chiamati a discutere sarebbe solo quello della giunta e non anche le proposte alternative fra cui c’è appunto quella di Mpd. Sulle conclusioni del mini vertice è trapelato poco o nulla, ma Pigliaru avrebbe preso l’impegno di un confronto immediato in maggioranza prima della ripresa dei lavori della commissione proprio per evitare qualunque possibile fuga in avanti.
Secondo chiarimento. Sarà oggi e sarà con il gruppo del Pd. È il vertice convocato dopo la disfatta elettorale, con all’ordine del giorno il rilancio del programma di governo negli ultimi dieci mesi di legislatura. Ma è evidente che l’argomento principe sarà l’urbanistica. In particolare questo aspetto: quando comincerà il «grande dibattito pubblico», la commissione dovrà sospendere le riunioni, oppure no? Non c’è ancora una decisione ufficiale, ma alla fine dovrebbe essere scelta quella del doppio binario. Cioè questa: il dibattito e i lavori della commissione andrebbero avanti in parallelo, con la certezza che ci sarebbe un continuo scambio di informazioni, suggerimenti e possibili correzioni. L’ipotesi del doppio binario potrebbe essere anche quella giusta anche per evitare di far saltare le scadenze proposte dal presidente della commissione, Antonio Solinas, Pd, che vorrebbe far entrare la legge in aula fra maggio e giugno.
Terzo chiarimento. Non c’è stato ancora ma ormai è nei fatti e sarà quello fra la giunta e le associazioni ambientaliste. Sollecitato da tempo, dovrebbe cominciare proprio in occasione del «grande dibattito pubblico». Gli ambientalisti, in un comunicato firmato dalla Consulta, si sono dichiarati subito pronti. Anche se una condizione preliminare l’hanno messa: «Siamo disponibili al confronto sulla legge urbanistica, ma solo se il testo finale non conterrà gli articoli 30 e 31, sono quelli che riguardano gli incrementi delle volumetrie, il 43 sulle grandi opere d’interesse sociale ed economico, e l'allegato A4 sui nuovi criteri di calcolo delle cubature Comune per Comune. Secondo le associazioni Wwf, Gruppo d’intervento giuridico, Italia Nostra, la FederParchi e un’altra decina di sigle sarebbe invece «auspicabile cominciare il confronto non solo dal disegno di legge della giunta ma dall’insieme delle proposte presentate in Consiglio regionale, comprese quelle che hanno già eliminato il contraddittorio articolo 43». È una richiesta forte, quella degli ambientalisti, e bisognerà vedere se la Regione sarà disposta ad accettarla. (ua)
Lo stop. Non è certo un caso che il confronto fra i commissari si sia fermato davanti alla parola «incrementi» e alla possibilità – testuale – che «le strutture ricettive possano aumentare del 25 per cento le cubature esistenti per migliorare l’offerta turistica, ridurre il consumo del suolo e azzerare i consumi elettrici». Quello degli interventi nella fascia super protetta dei 300 metri è infatti uno dei passaggi più contestati non solo dagli ambientalisti, ma anche dai soriani del Pd, che prevedono a loro volta lo stesso bonus ma con alcuni limiti, e in particolare da Mdp, che invece non va oltre il 10 per cento. In altre parole, il centrosinistra ha preferito non infilarsi nel tunnel rischioso degli «incrementi volumetrici» e s’è preso del tempo. Di fatto è uno stop politico in attesa degli eventi e di sapere anche se e quando la Regione aprirà il «grande dibattito pubblico» sulla legge, annunciato dal governatore Francesco Pigliaru.
Primo chiarimento. C’è stato ed è stato fra lo stesso presidente della Regione e il gruppo di Mdp, guidato da Eugenio Lai, che fa parte della commissione, Daniele Cocco, Luca Pizzuto e Paolo Zedda. Dopo il confronto aspro dell’altro giorno con l’assessore, Mdp ha chiesto che «sulla legge urbanistica ci sia il massimo dell’attenzione e non si continui con un’accelerazione esagerata nella discussione degli articoli». Perché sarebbe stato proprio questo il motivo del recente e brusco faccia a faccia fra Erriu e Lai durante la seconda riunione della commissione. Con in più anche questo secondo motivo di conflitto: il testo base su cui i commissari sono chiamati a discutere sarebbe solo quello della giunta e non anche le proposte alternative fra cui c’è appunto quella di Mpd. Sulle conclusioni del mini vertice è trapelato poco o nulla, ma Pigliaru avrebbe preso l’impegno di un confronto immediato in maggioranza prima della ripresa dei lavori della commissione proprio per evitare qualunque possibile fuga in avanti.
Secondo chiarimento. Sarà oggi e sarà con il gruppo del Pd. È il vertice convocato dopo la disfatta elettorale, con all’ordine del giorno il rilancio del programma di governo negli ultimi dieci mesi di legislatura. Ma è evidente che l’argomento principe sarà l’urbanistica. In particolare questo aspetto: quando comincerà il «grande dibattito pubblico», la commissione dovrà sospendere le riunioni, oppure no? Non c’è ancora una decisione ufficiale, ma alla fine dovrebbe essere scelta quella del doppio binario. Cioè questa: il dibattito e i lavori della commissione andrebbero avanti in parallelo, con la certezza che ci sarebbe un continuo scambio di informazioni, suggerimenti e possibili correzioni. L’ipotesi del doppio binario potrebbe essere anche quella giusta anche per evitare di far saltare le scadenze proposte dal presidente della commissione, Antonio Solinas, Pd, che vorrebbe far entrare la legge in aula fra maggio e giugno.
Terzo chiarimento. Non c’è stato ancora ma ormai è nei fatti e sarà quello fra la giunta e le associazioni ambientaliste. Sollecitato da tempo, dovrebbe cominciare proprio in occasione del «grande dibattito pubblico». Gli ambientalisti, in un comunicato firmato dalla Consulta, si sono dichiarati subito pronti. Anche se una condizione preliminare l’hanno messa: «Siamo disponibili al confronto sulla legge urbanistica, ma solo se il testo finale non conterrà gli articoli 30 e 31, sono quelli che riguardano gli incrementi delle volumetrie, il 43 sulle grandi opere d’interesse sociale ed economico, e l'allegato A4 sui nuovi criteri di calcolo delle cubature Comune per Comune. Secondo le associazioni Wwf, Gruppo d’intervento giuridico, Italia Nostra, la FederParchi e un’altra decina di sigle sarebbe invece «auspicabile cominciare il confronto non solo dal disegno di legge della giunta ma dall’insieme delle proposte presentate in Consiglio regionale, comprese quelle che hanno già eliminato il contraddittorio articolo 43». È una richiesta forte, quella degli ambientalisti, e bisognerà vedere se la Regione sarà disposta ad accettarla. (ua)
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