Tiangong 1 in caduta libera, anche la Sardegna potrebbe essere colpita
I frammenti della stazione spaziale cinese arriveranno al suolo intorno alle 11.26 del giorno di Pasqua
CAGLIARI. La stazione spaziale cinese Tiangong 1 sta 'ruzzolando' verso la Terra, ruotando e oscillando in modo irregolare, tanto da far slittare di qualche ora le previsioni per il rientro, che restano comunque incentrate sul primo aprile. Nell'ultima riunione alla Protezione civile, la stima dell'orario è stata fissata intorno alle 11.26, con una finestra di incertezza di circa 12 ore, Le previsioni sono comunque soggette a continui aggiornamenti.
La probabilità che uno o più frammenti colpiscano l'Italia sono dello 0,2%. Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna le regioni potenzialmente interessate.
«La stazione Tiangong1 continua a ruotare in modo irregolare», ha detto Claudio Portelli, dell'ufficio Space Situational Awareness dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) rispondendo alle domande dei giornalisti nella diretta streaming organizzata dall'Asi. Tiangong 1, ossia il 'Palazzo celeste' che è stata la prima stazione spaziale cinese, è una sorta di cilindro lungo 10,5 metri, ha un diametro di circa tre metri e due pannelli solari delle dimensioni di sette metri per tre; al momento del lancio pesava otto tonnellate e mezzo e ha ancora a bordo 3,5 quintali di propellente.
Non è fra i veicoli spaziali più grandi, rispetto ad altri che in passato hanno subito lo stesso destino; se di sicuro nell'impatto con l'atmosfera andrà in pezzi, è possibile che alcuni frammenti possano arrivare a terra, ad esempio quelli costruiti con materiali più robusti come il titanio.
Dove la caduta di questi oggetti possa avvenire al momento è impossibile da prevedere. La zona a rischio è attualmente compresa fra 43 gradi di latitudine Sud e 43 gradi di latitudine Nord: un'area vastissima che comprende anche l'Italia, nella zona che va da Firenze in giù. Solo da domani i calcoli degli esperti permetteranno di escludere le prime zone e da allora il cerchio comincerà a stringersi. Di certo «è la prima volta che il rientro di un veicolo spaziale in caduta incontrollata viene seguito in modo così organizzato», ha osservato Ettore Perozzi, dello stesso ufficio dell'Asi, riferendosi alla rete che riunisce almeno 15 agenzie spaziali e centri di ricerca che seguendo costantemente la stazione spaziale cinese con telescopi ottici e radar, permettendo continue simulazioni e calcoli, sempre più precisi.
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