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Urbanistica, la Consulta: bene l’apertura di Pigliaru

Urbanistica, la Consulta: bene l’apertura di Pigliaru

Gli ambientalisti plaudono al governatore: la legge deve essere coerente col Ppr Forza Italia chiude le porte: non faremo da stampella al centrosinistra diviso

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CAGLIARI . L’urbanistica sempre al centro del dibattito politico. Il governatore Francesco Pigliaru si è ritagliato il ruolo di mediatore tra le due anime della maggioranza, quella che difende la proposta di legge Erriu e quella che invece vorrebbe apportare modifiche sostanziali. Due posizioni che per Pigliaru non sarebbero così inconciliabili. Tanto che ha deciso nelle prossime settimane di lavorare insieme alla giunta a un pacchetto di correzioni che possano andare incontro alle esigenze di quella parte della maggioranza, soriani su tutti, che contesta gli incrementi volumetrici per gli hotel e le nuove costruzioni in zone attualmente vergini. Una posizione, quella di Pigliaru, apprezzata anche dalla Consulta ambiente e territorio, sempre molto critica nei confronti della legge Erriu. «Valutiamo con interesse le aperture del presidente Pigliaru verso una profonda revisione del disegno di legge urbanistica e attende l'apertura di un confronto pubblico sul merito della proposta trasmessa dalla giunta regionale alla Commissione. La Consulta manifesta la disponibilità a contribuire alla discussione sull'intero articolato. D'altra parte da alcuni mesi sosteniamo la necessità di approvare una nuova legge urbanistica pienamente coerente con le previsioni del Ppr e finalizzata a convalidarne la disciplina di tutela».

Se gli ambientalisti aprono al confronto, il centrodestra chiude le porte a qualsiasi dialogo. «Il centrosinistra faccia chiarezza al suo interno sulla legge urbanistica e non pensi di cavarsela con la speranza che Forza Italia faccia da stampella a questo o a quello oggi in lotta». È questo il messaggio che arriva dal gruppo di Fi in Consiglio regionale, che si è riunito l’altro giorno per decidere quale strategia portare avanti in commissione. Nella prima tornata dell’istruttoria sul disegno di legge Erriu, cominciata neanche due settimane fa, gli azzurri hanno assistito allo scontro all’interno della maggioranza. Hanno preso atto che «le diverse anime del Pd, o fra la sinistra di Mpd e l’assessore un accordo mai riusciranno a trovarlo» e quindi dall’altrui lotta fratricida Forza Italia s’è tenuta molto alla larga. Certo, gli azzurri hanno sul tavolo della commissione una loro proposta di legge, presentata all’inizio della legislatura da Antonello Peru, ma il punto è soprattutto un altro. Questo: è meglio per Fi far emergere ancor di più le contraddizioni fra le correnti del Pd o fra i partiti del centrosinistra, oppure scatenare un’opposizione senza quartiere? Pare che la decisione finale del gruppo degli azzurri in Consiglio sia stata quella di far implodere in qualche modo il fronte avversario: «Non ci sarà bisogno di farla nulla – è stato detto nella riunione – alla fine si faranno del male da soli fino a mettere loro stessi in crisi gli ultimi mesi della legislatura».

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