Parte il confronto sulla legge urbanistica

Al via il faccia a faccia in maggioranza alla ricerca di unità sulle linee guida Dal 16 inizierà il dibattito pubblico sulle norme ancora controverse

SASSARI. Non cade giù dal filo sottile su cui cammina. Il governatore Francesco Pigliaru, meglio di un equilibrista, riesce a portare avanti la nuova legge urbanistica. E cerca di portare trovare la soluzione all’equazione impossibile. Mettere d’accordo la sua maggioranza e quella fetta di mondo civile e ambientalisti che chiede una rivisitazione della legge.

La prima parte dell’operazione sembra averla realizzata. La discussione sulla legge andrà avanti in commissione urbanistica. C’è l’accordo col Pd e con Mdp. In questa settimana verrà fissato il vertice di maggioranza in cui discutere sui paletti della legge. E dal 16 aprile si apre il dibattito pubblico.

Il metodo. Per riuscire a far andare avanti il dibattito si è deciso di esaminare i punti su cui un accordo di massima esiste già in maggioranza. Sospesi gli articoli su cui c’è contrasto. Questi verranno prima esaminati in maggioranza, poi portati al confronto pubblico. E per Pigliaru sarà una ulteriore prova di coesione del centrosinistra che lo sostiene.

I nodi. Il confronto resta sempre sugli stessi articoli. Su 113 articoli, quelli su cui non c’è accordo sono più o meno 5. Ma sono le possibilità che questi aprirebbero a possibili cementificazioni il vero nodo. Per l’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu la legge dà regole certe ed evita l’incertezza che esiste oggi in cui esiste solo un Piano paesaggistico regionale. Per una parte del Pd, gli ambientalisti, e una parte dell’opinione pubblica alcune norme contenute nel Ddl aprirebbero la strada a deroghe, a interventi nei 300 metri, anche se su strutture esistenti, e a pericolosi incrementi volumetrici. Al di là sei singoli articoli, il cuore del contrasto è su questi temi.

Gli ambientalisti. E sulla promessa di un dialogo con le associazioni ambientaliste interviene il delegato del Wwf, Carmelo Spasa. «L’assessore ci accusa di ideologismo. In realtà abbiamo messo in luce, attraverso l’analisi dei 113 articoli, l’intima natura edificatoria e di consumo del suolo contenuto nel disegno di legge. Ma dico di più – continua Spada –, c’è la mancanza di una visione strategica integrata tra coste e zone interne. Il disegno di legge ha un ideologico capovolgimento in cui la pianificazione territoriale e urbanistica subordina la norma alle deroghe e alla contrattazione a cui si aggiunge una fuorviante etichetta di “ecosostenibilità”. Deroghe alle norme riscontrabili anche in altri provvedimenti della stessa giunta regionale. La legge sull’edilizia ha generato lo scontro istituzionale con il governo nazionale che l’ha impugnata. La legge sul turismo che avrebbe consentito il 35% di case-mobili della capacità ricettiva ai campeggi. Il secondo e terzo rinnovo del Piano casa e il trionfo dell’edilizia in deroga. Il Wwf e le associazioni Grig, Italia Nostra, Lipu, Codacons, Federparchi, Medici per l’Ambiente da un’attenta disamina del Ddl hanno chiesto con il “Documento di Alghero sulla tutela delle coste della Sardegna” del 17 luglio 2017 profondi e radicali cambiamenti (eliminazione artt. 29, 30, 31, 43). Inoltre è stato posto all’assessore Erriu un quesito preciso (che non ha avuto risposta), che cogliamo l’occasione per riproporre: l’articolo A. 4 dell’Allegato A potrebbe riversare diversi milioni di metri cubi sulle coste sarde».

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