Pd: un progetto nuovo che vada oltre gli egoismi
Una riflessione dell'ex sindaco di Oschiri per un nuovo corso nel Pd, sconfitto alle elezioni, certo, ma non finito come partito che, anzi, può rinnovarsi nella custodia di importanti valori di civiltà
Sono tra quelli, non pochi, che hanno condiviso con convinzione e con passione l'avventura di Walter Veltroni alla fondazione del Partito Democratico in Italia nel 2007. La dura e annunciata sconfitta elettorale del 4 marzo ha certamente lasciato il segno ma credo la casa democratica sia ancora solida e dalla sue fondamenta occorra ripartire. E per questa ragione che intendo proporre alla riflessione, una sincera provocazione per dire che è tempo di metterci un poco all'opposizione di noi stessi, dei nostri egoismi e se è il caso anche delle nostre ambizioni.
È stato detto nei giorni scorsi che il problema sia relativo al rinnovamento del corpo dirigente del partito. Altri obiettano invece sia questione di metodo e di inclusione. Io penso sia vera l'una a l'altra cosa insieme. Per intenderci, se una mera operazione di avvicendamento anagrafico o di genere può apparire risolutiva e ad effetto immediato, rischia di risultare effimera se ad essa non si accompagna l'anima e la passione di un progetto nuovo, suggestivo e persuasivo, chiaramente identificabile con quel popolo che per 10 anni ha guardato con fiducia e speranza alla vita del Partito democratico.Esso vive nelle istituzioni, si incarna nella società e da essa trae spinta e linfa per fare ciò che la politica deve fare: accogliere l'uomo e renderlo cittadino mettendo insieme uomini e donne, giovani e meno giovani, operai ed imprese, nord e sud. Questa era l'idea originale del 2007.
Oggi abbiamo una società divisa, lacerata ed arrabbiata, non solo per colpa nostra, ma certamente dobbiamo essere consapevoli di non aver saputo leggere i segni del tempo. A quanti con generosità e sincero impegno si candidano alla guida del Pd in Sardegna, segnalo la necessità di riprenderci la storia per non ritrovarci a condurre una barca senza timone. Spetta soprattutto a noi, nella ricorrenza del 40esimo anniversario del rapimento e uccisione di Aldo Moro, ricordare la sua lezione: la politica è questione di coscienza individuale!
La politica non è una condanna a governare, può positivamente essere una idea che si propone alla società, discute, combatte è sconfitta cade e si rialza, questa è la storia delle democrazie moderne e noi siamo figli di questa storia. Il Partito democratico oggi è sconfitto ma non è finito e a quanti fuori da esso rilasciano un eccesso di critica più per ciò che desiderano che per ciò in cui realmente credono, dico che il Pd con i suoi torti e i suoi limiti è l'unica comunità politica ancora capace di guardarsi dentro, di interrogarsi e di riproporre un'idea di popolo. A quanti dentro il Pd sono stati attori per anni della scena politica ad ogni livello, non si chieda un passo indietro e neanche un passo di lato. A costoro si chieda un passo in avanti per mettersi generosamente al servizio del Pd e della Sardegna, di sostenere una nuova classe dirigente, di aprire una fase nuova in cui noi tutti ci riconosciamo. Sappiano che in cambio non avranno nulla altro che sia la soddisfazione, l'orgoglio e la riconoscenza per aver contribuito senza rimorso a costruire una rinascita esaltante del Partito democratico.
Ai tanti amministratori che in nome del Pd hanno ruolo e responsabilità si chieda la disponibilità a sostenere il nuovo corso. Certo lo so non sarà facile, le correnti nel partito ci sono e possono essere vitali, ma risultano fatali nel momento in cui si perde di vista la missione propria della condivisione di una sensibilità, mettendola al servizio del vizio del potere, anziché della virtù della politica che è l'amore di verità, equità e giustizia. Se le ideologie sono finite, non sono finite le idee e se è vero che esse valgono per quello che costano e non per quello che rendono, allora non arrendiamoci ad un destino senza storia e non cediamo alla tentazione di un futuro come ritorno al passato. Per il Pd il cammino da fare rassomiglia molto ad un arido deserto privo di suggestioni, ma noi non partiamo dal nulla, per questo credo che alla fine del nostro impegno valga ancora la pena servire con sincerità e passione, una rinnovata idea democratica.
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