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Operaio morì cadendo dal pontile, cinque imputati

Operaio morì cadendo dal pontile, cinque imputati

L’incidente avvenne all’ex Rumianca, coinvolti la Syndial e l’armatore di una nave

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CAGLIARI. Due operai impegnati sul pontile ex Rumianca a caricare acido solforico prodotto dalla Fluorsid sulla nave Etrusco. D’un tratto uno dei due, nel manovrare una manichetta in cui scorreva il liquido, perde l’equilibrio e precipita per diversi metri da una piattaforma del mercantile, trascinando l’altro. Muore Alberto Manca (44 anni) di Capoterra e il collega Fabrizio Vacca (45), anche lui di Capoterra, rimane gravemente ferito. Era il 23 dicembre del 2014 e ieri mattina i presunti responsabili dell’incidente si sono presentati davanti al gup Giuseppe Pintori per rispondere, con livelli di responsabilità diversi, di concorso in omicidio colposo e lesioni personali gravi, reati riferiti nella stretta sostanza agli insufficienti livelli di sicurezza del pontile per la presenza di catene al posto delle corde e alla mancanza di attrezzatura da lavoro, come i caschi a norma di legge.

Gli imputati sono Fabrizio Freschi (73 anni) di Piombino, amministratore unico e legale rappresentante della “Elbana di navigazione” di Portoferraio, Arcangelo Africa (67) di Brindisi, comandante della nave, Francesco Papate (63) di Orune, responsabile e direttore dell’unità produttiva dello stabilimento Syndial, Cristina Marzocchi (45) di Meldola, presidente del cda e legale rappresentante della Formula servizi, Ilaria Melandri (52) di Faenza, procuratore speciale e responsabile addetto alla vigilanza sulla sicurezza ambientale e nel lavoro della stessa società. Coinvolte anche le società, attraverso i rappresentanti legali o pro tempore Giovanni Milani per la Syndial e lo stesso Freschi per la Elbana: l’accusa è di aver violato le norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Se i familiari delle vittime e l’Inail sono stati interamente risarciti con una transazione che ha preceduto il giudizio penale, il gup Giuseppe Pintori dovrà valutare all’udienza del prossimo 8 giugno le posizioni di imputati e aziende. Gli avvocati Cesare Fumagalli e Mario Maffei hanno chiesto per Freschi il non luogo a procedere, depositando una memoria difensiva dove sostengono che l’armatore della nave non ha violato alcuna norma di sicurezza e che in ogni caso le operazioni di carico erano curate dalla Syndial e dalla società Formula Servizi. Per il dirigente della Syndial Francesco Papate e per la stessa azienda del gruppo Eni il difensore Pierino Salvatore Arru ha chiesto al giudice di procedere col rito abbreviato, mentre per gli altri imputati il pm Emanuele Secci ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio. Il comandante della nave ha respinto ogni accusa. (m.l)



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