Centrosinistra, tre giorni ad alta tensione
Dopo lo strappo del Partito dei sardi, è incerto l’esito del vertice di maggioranza convocato mercoledì
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CAGLIARI. Da domani e fino a giovedì saranno tre giorni ad alta tensione per il centrosinistra fuori e dentro il Consiglio regionale. La giornata di oggi dovrebbe scandita dai consueti incontri riservati del lunedì. Crocicchi in cui sarà impegnato soprattutto un Pd ancora appeso all’incertezza se l’assemblea regionale sarà convocata prima o dopo quella nazionale, annunciata a Roma per il 21 aprile. Quella regionale è fondamentale per sapere se, dopo la pesante sconfitta nelle elezioni politiche di marzo, il Partito democratico continuerà a essere guidato dal segretario Giuseppe Luigi Cucca, pronto a completare il percorso delle dimissioni annunciate in direzione, oppure comincerà la lunga corsa verso un nuovo congresso. A deciderlo potrà essere solo l’assemblea che però non è stata ancora convocata. Domani è prevista invece la seconda seduta del Consiglio regionale dopo le elezioni di marzo. L’ordine del giorno deciso dai capigruppo è abbastanza leggero, è prevista la discussione di alcune mozioni, ma domani si comincerà a capire soprattutto qual è lo stato d’animo del centrosinistra alla vigilia del vertice di maggioranza previsto per mercoledì pomeriggio. Si sa già che il clima non è dei migliori dopo che i cinque consiglieri del Partito dei sardi hanno fatto sapere: «Noi non parteciperemo». È possibile però che, nelle prossime ore, le varie diplomazie si mettano in azione per provare a ricucire lo strappo. Ma il Pds sembra deciso a non fare passi indietro dopo aver denunciato il silenzio del centrosinistra sulla crisi industriale a Ottana e ripuntato la prua contro l’assessore alla sanità Luigi Arru. Però proprio quel vertice, che rischia quindi di partire zoppo, è considerato fondamentale dalla maggioranza per due motivi. Sarà il primo dopo la sconfitta elettorale e poi dal governatore Francesco Pigliaru è stato convocato per decidere l’agenda delle «cose da fare» negli ultimi mesi di legislatura. Con all’orizzonte le Regionali, saranno fra massimo un anno, gli argomenti sul tavolo sono tutti spinosi: dalle Comunali di giugno alla legge elettorale, ma soprattutto a tener banco è l’urbanistica. Giovedì la commissione riprenderà a discutere gli articoli del disegno di legge presentato dalla giunta. Anche se l’attenzione è ormai rivolta al grande dibattito che la Regione dovrebbe far partire il 20 aprile. In quei giorni si capirà quali sono le correzioni possibili a un testo finora molto contestato dagli ambientalisti e soprattutto se il centrosinistra farà quadrato intorno agli articoli che usciranno dal confronto pubblico. Intanto sabato s’è riunita la direzione regionale di Sinistra italiana. Dopo la sconfitta elettorale incassata in Sardegna da «Liberi e uguali», di cui Si faceva parte insieme a Mpd, è stato ribadito comunque l’impegno di «costituire nuovi coordinamento territoriali tra le forze politiche che hanno dato vita a quell’alleanza perché alle Regionali del 2019 sia presente una forza di sinistra popolare e condivisa».
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