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Giulietti: chiediamo l’intervento del Csm

Giulietti: chiediamo l’intervento del Csm

Il presidente della Fnsi a Olbia per un’assemblea con l’Ordine e l’Assostampa della Sardegna

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OLBIA. La notizia del provvedimento di dissequestro dei documenti, computer, telefono e tablet prelevati dai carabinieri dalla redazione olbiese della Nuova Sardegna è arrivata ieri mattina proprio mentre era in corso di svolgimento in città, al Blu marine, l’assemblea organizzata dalla Federazione nazionale della stampa, dall’Ordine dei giornalisti della Sardegna e dall’Assostampa sarda. Praticamente gli stati generali della categoria per discutere dei recenti gravi attacchi alla libertà di stampa e al diritto e dovere di informare.

Prima e dopo l’assemblea, il presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti, la vice presidente Daniela Scano, il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna Francesco Birocchi e il presidente dell’Assostampa sarda Celestino Tabasso, accompagnati dai cdr della Nuova Sardegna e dell’Unione Sarda, hanno visitato la redazione olbiese della Nuova e portato la solidarietà al direttore, ai giornalisti e, soprattutto, a Tiziana Simula, indagata “per aver rivelato segreti d’ufficio” nelle sue cronache a proposito delle inchieste sul tribunale di Tempio. Ad accogliere i colleghi, il direttore della Nuova Antonio Di Rosa, che il giorno della perquisizione e del sequestro era personalmente presente in redazione. «I giornalisti – ha ripetuto – non si faranno intimidire e continueranno, come sempre, a fare il loro lavoro». «Sappia il procuratore di Tempio e sia chiaro per tutti – ha aggiunto Giulietti anche a nome del presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna – che questo caso, non più isolato, sarà portato all'attenzione nazionale e chiederemo formalmente l'intervento del Consiglio superiore della magistratura». Davanti ai massimi dirigenti della stampa nazionale e regionale tantissimi giornalisti di Olbia e di tutta la Sardegna accorsi per fare quadrato intorno ai colleghi finiti sotto accusa sostanzialmente per aver fatto (bene) il loro lavoro. C’è il caso La Nuova Sardegna dove una cronista è indagata dalla Procura di Tempio per aver rivelato presunti segreti d’ufficio (la bozza dell’esposto presentato da un cittadino). Indagata dopo essere stata perquisita dai carabinieri. E c’è poi il caso Olbia.it, la testata online esclusa dalla mail lista del Comune dopo un braccio di ferro tutto interno a Forza Italia tra il sindaco Settimo Nizzi e l’ex senatore Fedele Sanciu, padre dell’editore della testata online. Infine, si è parlato anche della storica tv, Cinquestelle, una lunga esperienza finita con i licenziamenti dei giornalisti per mano dell’editore Gianni Iervolino, dopo mesi di mancati pagamenti degli stipendi. Delle tre vicende si è parlato a lungo ieri mattina e l’impegno dei vertici della stampa nazionale e regionale è di non lasciare solo nessun collega. Insomma, Olbia più che mai al centro delle battaglia per la tutela dell’informazione

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