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Maggioranza, il Pds resta sulle barricate

Maggioranza, il Pds resta sulle barricate

Il partito di Maninchedda diserta il vertice di oggi. Il Pd Sabatini: coinvolgere segretari e parlamentari

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CAGLIARI. Oggi il vertice di maggioranza ci sarà comunque, con o senza i cinque consiglieri regionali del Partito dei sardi, sempre più decisi a non parteciparvi. Nelle ore della vigilia, molto concitate, lo strappo non è stato ricucito. Anzi, ora è uno squarcio. Lo è diventato dopo che lo stesso Pds ha bloccato di fatto le correzioni volanti per rimettere a posto la legge elettorale del 2014 e poi neanche firmato la proposta di legge sull’inno della Sardegna, è «Procurade ‘e moderare», presentata in blocco dagli altri partiti della coalizione. Dissidi e strofe a parte, la coalizione è in bilico? Forse no, ma qualche pilastro comincia a scricchiolare più del solito. Fino al punto che, nei corridoi del Consiglio, c’è chi ha detto sottovoce: «Purtroppo siamo già in piena campagna elettorale, anche se mancano ancora dieci mesi alle Regionali del 2019». Non è proprio così: il Pd non ha nessuna intenzione di far chiudere in anticipo la legislatura e tanto meno che i prossimi mesi finiscano per trasformarsi in un conto alla rovescia, più o meno accelerato, verso la scadenza elettorale. Col sostegno degli altri alleati, da Mdp all’Upc, il Partito democratico è convinto invece che dalla riunione di questo pomeriggio possa arrivare «l’attesa svolta politica», tra l’altro necessaria per «ridare forza all’azione di governo» soprattutto dopo la pesante sconfitta incassata nelle elezioni politiche di marzo. È la voglia del cambio di passo è così dirompente che potrebbe sfociare persino in alcune inattese richieste. Da quella del cambio in corsa di alcuni assessori o almeno che ci siano «alcune sostituzioni significative negli staff degli assessorati». Si sa che sul rimpasto Pigliaru non è d’accordo, mentre il rimescolamento delle carte negli uffici di gabinetto potrebbe passare. Così il vertice convocato per discutere solo o quasi di legge urbanistica e lotta alla disoccupazione potrebbe prendere tutt’altra piega. Anche se per il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, «prima di tutto Pigliaru ci ha convocato per decidere quali sono le priorità e su come affrontarle da qui alla fine naturale della legislatura». Per questo il governatore, che al vertice dovrebbe presentarsi senza assessori al seguito, dalla riunione vorrebbe uscire solo con l’agenda delle cose da fare e lasciare il resto delle polemiche fuori dalla porta. Non sarà facile, ma ci proverà. È evidente comunque che non è possibile neanche azzardare una o più previsioni su come potrebbe finire il faccia a faccia di questo pomeriggio. Gli ultimi tira e molla col Partito dei sardi qualche effetto collaterale l’hanno scatenato, ma non si sa ancora di quale portata. La tensione è arrivata a un punto tale che Franco Sabatini del Pd ha detto: «Un vertice di maggioranza potrebbe non bastare. È arrivato il momento di una riunione collegiale del centrosinistra col coinvolgimento non solo dei consiglieri regionali ma anche dei segretari di partito e dei nostri parlamentari eletti a marzo». È una possibilità, ma prima c’è un vertice di maggioranza da portare a casa senza però che nel frattempo a crollare sia invece proprio la casa. (ua)

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