Il centrosinistra riparte: puntiamo sul sociale
di Umberto Aime
Al vertice di maggioranza presenti tutti i partiti della coalizione, eccetto il Pds Pigliaru fiducioso sul recupero di Maninchedda: ritroveremo presto l’accordo
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CAGLIARi. Quattro ore di conclave, una trentina di consiglieri intorno al tavolo e cinque assenze confermate, quelle del Partito dei sardi. Il centrosinistra s’è ritrovato, dirà il governatore Francesco Pigliaru, dopo la batosta alle Politiche. Dal vertice pare che sia uscito compatto, stringendo fra le mani quella che sarà l’agenda politica e di governo per riconquistare gli elettori che a marzo non l’hanno votato. «Sarà incentrata molto sul sociale e dovrà essere ancora di più dalla parte degli esclusi. Lo faremo col piano straordinario per il lavoro e aumentando la dotazione del reddito di cittadinanza», hanno detto, uno dopo l’altro, i portavoce dei partiti all’uscita dalla riunione. Dal primo all’ultimo, meno il Partito dei sardi, che fa ancora parte o no della maggioranza? Se lo sono chiesto in molti consiglieri durante il faccia a faccia col presidente della Regione, qualcuno ha accennato persino a un continuo e insopportabile ricatto da parte di chi non s’è presentato. Pigliaru ha risposto con fermezza a tutti: «Per me il Pds è ancora in maggioranza. Certo, ci sono alcuni aspetti politici da chiarire, lo faremo presto, ma sono convinto che su come affrontare le emergenze ritroveremo presto l’accordo». Dunque, la legislatura non è in pericolo come poteva sembrare alla vigilia, ci sono un bel po’ di bulloni da stringere, ma ad esempio la parola rimpasto è stata bandita definitivamente dall’ordine del giorno.
Le ferite aperte. Il tracollo elettorale ha lasciato più di uno strascico. Ogni alleato pare si sia caricato sulle spalle una quota importante di responsabilità, ma poi è passato questo concetto: «Abbiamo fatto molto nei primi quattro anni abbondanti di legislatura, ma spesso e soprattutto nelle riforme non siamo stati capiti». La prima sterzata sarà proprio il rilancio del «rapporto diretto con la gente, indispensabile e necessario», ma non con le parole. «I prossimi undici mesi – dirà Pigliaru all’uscita – li riempiremo di fatti concreti e cercheremo sempre, con anche maggiore insistenza rispetto al passato, la condivisione in ogni scelta».
L’agenda. Al vertice, come si sapeva, il governatore s’è presentato da solo. Nessun assessore al seguito, neanche il vicepresidente Raffaele Paci: ha preferito il faccia a faccia multiplo, o forse così è riuscito ad evitare che la riunione fosse avvelenata dai troppi scontri personali di cui spesso si sente parlare dopo ogni contrapposizione, che ci sono state e ci sono ancora, fra Giunta e Consiglio. A quel punto l’ordine del giorno è stato riempito solo di contenuti. «Saranno queste le nostre priorità», dirà Pigliaru, dimostrando di essere sereno, determinato e pare anche più forte, perché «questa maggioranza ha voglia di fare, lo farà bene e riuscirà a dimostrarlo».
La priorità. Sono quattro: lavoro, sanità, urbanistica e Forestas. Il primo braccio operativo sarà Lavoras: ci sono i soldi, sono oltre 126 milioni, il progetto è avviato, ora «dobbiamo accelerare le procedure», perché i Comuni possano ingaggiare i disoccupati e le imprese assumere. Tutto dovrà essere rapido e con un effetto il più veloce possibile, per scalfirelo zoccolo duro della disoccupazione soprattutto quella giovanile. Un altro braccio operativo sarà il reddito di cittadinanza o inclusione sociale: ci sono a disposizione una quarantina di milioni, qualche altro potrebbe arrivare, ma anche in questo caso l’obiettivo è accelerare il meccanismo: al più presto i Comuni dovranno essere messi nelle condizioni di tamponare il fenomeno della povertà. Poi c’è la sanità: abbattere le liste d’attesa, confermare per giugno luglio l’avvio dell’elisoccorso e soprattutto far «marciare come si deve la riorganizzazione degli ospedali», che può essere stata anche «digerita male da buona parte della gente», ma se cominceranno invece a esserci i primi effetti, leggi qualità e meno costi, potrebbe essere metabolizzata più in fretta. Subito dopo l’urbanistica, uno dei grandi nodi di questa parte finale della legislatura, Pigliaru ha annunciato che il dibattito pubblico sulla bozza presentata dalla giunta è stato spostato dal 20 al 27 aprile e aggiunto: «Sarà a tutto campo, senza ostacoli, per un solo motivo: il testo finale dovrà essere condiviso al massimo dal primo all’ultimo articolo, perché questa legge non dovrà essere di questo o quello, ma della Sardegna intera». Infine il centrosinistra ha deciso di risolvere velocemente la vertenza sul contratto dei forestali e s’è impegnata anche a correggere qualcosa della legge elettorale anche se la grande riforma è ormai bloccata.
Il calendario. Dalla prossima settimana, il primo sarà mercoledì, cominceranno invece i vertici aperti anche agli assessori. Con la scaletta imposta dall’attualità e quindi a tagliare il nastro sarà l’urbanistica. Subito dopo toccherà al lavoro e alla sanità su cui le richieste non mancano di sicuro. Nel frattempo ci sarà anche un matrimonio da rimettere in piedi, quello fra i partiti del centrosinistra e il Pds. È anche questa un’urgenza? Sì, ma politica, le altre sono tutte sociali e la differenza non è da poco.
Le ferite aperte. Il tracollo elettorale ha lasciato più di uno strascico. Ogni alleato pare si sia caricato sulle spalle una quota importante di responsabilità, ma poi è passato questo concetto: «Abbiamo fatto molto nei primi quattro anni abbondanti di legislatura, ma spesso e soprattutto nelle riforme non siamo stati capiti». La prima sterzata sarà proprio il rilancio del «rapporto diretto con la gente, indispensabile e necessario», ma non con le parole. «I prossimi undici mesi – dirà Pigliaru all’uscita – li riempiremo di fatti concreti e cercheremo sempre, con anche maggiore insistenza rispetto al passato, la condivisione in ogni scelta».
L’agenda. Al vertice, come si sapeva, il governatore s’è presentato da solo. Nessun assessore al seguito, neanche il vicepresidente Raffaele Paci: ha preferito il faccia a faccia multiplo, o forse così è riuscito ad evitare che la riunione fosse avvelenata dai troppi scontri personali di cui spesso si sente parlare dopo ogni contrapposizione, che ci sono state e ci sono ancora, fra Giunta e Consiglio. A quel punto l’ordine del giorno è stato riempito solo di contenuti. «Saranno queste le nostre priorità», dirà Pigliaru, dimostrando di essere sereno, determinato e pare anche più forte, perché «questa maggioranza ha voglia di fare, lo farà bene e riuscirà a dimostrarlo».
La priorità. Sono quattro: lavoro, sanità, urbanistica e Forestas. Il primo braccio operativo sarà Lavoras: ci sono i soldi, sono oltre 126 milioni, il progetto è avviato, ora «dobbiamo accelerare le procedure», perché i Comuni possano ingaggiare i disoccupati e le imprese assumere. Tutto dovrà essere rapido e con un effetto il più veloce possibile, per scalfirelo zoccolo duro della disoccupazione soprattutto quella giovanile. Un altro braccio operativo sarà il reddito di cittadinanza o inclusione sociale: ci sono a disposizione una quarantina di milioni, qualche altro potrebbe arrivare, ma anche in questo caso l’obiettivo è accelerare il meccanismo: al più presto i Comuni dovranno essere messi nelle condizioni di tamponare il fenomeno della povertà. Poi c’è la sanità: abbattere le liste d’attesa, confermare per giugno luglio l’avvio dell’elisoccorso e soprattutto far «marciare come si deve la riorganizzazione degli ospedali», che può essere stata anche «digerita male da buona parte della gente», ma se cominceranno invece a esserci i primi effetti, leggi qualità e meno costi, potrebbe essere metabolizzata più in fretta. Subito dopo l’urbanistica, uno dei grandi nodi di questa parte finale della legislatura, Pigliaru ha annunciato che il dibattito pubblico sulla bozza presentata dalla giunta è stato spostato dal 20 al 27 aprile e aggiunto: «Sarà a tutto campo, senza ostacoli, per un solo motivo: il testo finale dovrà essere condiviso al massimo dal primo all’ultimo articolo, perché questa legge non dovrà essere di questo o quello, ma della Sardegna intera». Infine il centrosinistra ha deciso di risolvere velocemente la vertenza sul contratto dei forestali e s’è impegnata anche a correggere qualcosa della legge elettorale anche se la grande riforma è ormai bloccata.
Il calendario. Dalla prossima settimana, il primo sarà mercoledì, cominceranno invece i vertici aperti anche agli assessori. Con la scaletta imposta dall’attualità e quindi a tagliare il nastro sarà l’urbanistica. Subito dopo toccherà al lavoro e alla sanità su cui le richieste non mancano di sicuro. Nel frattempo ci sarà anche un matrimonio da rimettere in piedi, quello fra i partiti del centrosinistra e il Pds. È anche questa un’urgenza? Sì, ma politica, le altre sono tutte sociali e la differenza non è da poco.
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