Spuntano le tasse sui cani associazioni in rivolta
di Mauro Lissia
Il nuovo tariffario prevede 12 euro per ogni variazione all’anagrafe canina A pagamento anche l’ok ai rifugi per i gatti. Resta gratuita la microchippatura
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CAGLIARI. Il randagismo dei cani e dei gatti è fuori controllo, ma anziché intensificare le sterilizzazioni, finanziare le associazioni di volontari e i rifugi, la Regione impone una nuova tassa destinata a gravare su chi già assiste gli animali con enormi difficoltà economiche: non appena la delibera dello scorso 20 febbraio sarà approvata ed entrerà in vigore ogni operazione ed ogni variazione richiesta all’anagrafe canina costerà 12 euro. La tassa prevista nel nuovo tariffario unico regionale varato dall’Ats sarà obbligatoria per ogni ritrovamento, smarrimento, cambio di residenza o morte di un cane e finirà per colpire le associazioni e i gestori di ricoveri per animali, il solo argine reale alla proliferazione dei randagi. Perché se 12 euro sono una cifra ragionevole per chi si trova a gestire uno o due cani, diventa un problema serio per chi ha a che fare con decine, quando non centinaia di quattrozampe senza famiglia. Le imposte indicate nel tariffario, è scritto nella delibera, andranno a coprire «le prestazioni rese nell’interesse dei privati dai servizi dell’area igiene e sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare». Un aggiornamento che l’assessore alla sanità Luigi Arru, a leggere la sua delibera, ritiene necessario anche perché nel vecchio tariffario «non era inserita, non essendo al tempo prevista, l’aliquota spettante all’Enpav, l’ente nazionale di previdenza e assistenza veterinari». Insieme a una lunga serie di tariffe destinate a chi tratta animali a scopo commerciale, il tabulato allegato alla delibera prevede altre imposte che non faranno la felicità di chi si occupa di cani e di gatti randagi: l’istruttoria per rilasciare l’autorizzazione per canili e rifugi gestiti da privati costerà 100 euro, per i trattamenti immunizzanti, terapeutici e diagnostici in linea con piani di profilassi statali o regionali si dovrà versare 10 euro per ogni cane, il prezzo del rilascio del passaporto europeo per animali d’affezione sarà di 15 euro, 10 euro la visita clinica per animali sospetti di rabbia, 20 se a domicilio. Resta gratuita la microchippatura dei cani, perché tassarla sarebbe in contrasto palese con le norme anti-randagismo.
Intanto, mentre l’ufficio stampa dell’assessorato fa sapere che «sarà avviato un confronto con tutte le associazioni» le nuove imposte hanno sollevato l’onda della protesta fra i volontari che si occupano di randagi. Il primo atto è una petizione che sta girando sui social, indirizzata all’assessore Arru: «È questo - si chiede nella nota allegata - il modo col quale la Regione intende combattere il randagismo? In un panorama di randagismo endemico e di crisi sociale come quello in cui viviamo in Sardegna a causa della mancata attuazione per anni di piani di prevenzione delle nascite di cucciolate di cani e gatti, si è verificato un aumento esponenziale del fenomeno delle nascite e abbandoni – è scritto nella nota proposta alla firma – in una regione dove si parla di circa otto milioni di euro annui solo di costi diretti dei comuni per mantenere i cani nei canili, dove la Regione dal 2014 non trasferisce più neanche un centesimo ai comuni per le spese dei cani in canile, dove l’ Ats Sardegna, l’unica ad usufruire di costanti contribuiti regionali, si può permettere di sospendere le sterilizzazioni, come accade a Cagliari. In un’isola dove ancora vengono registrati numerosi casi di echinococcosi, crediamo che 200 mila euro per una regione intera siano una barzelletta». Prosegue la nota: «Si rende conto, assessore, che per il prossimo anno non sono stati stanziati altri soldi?».
Intanto, mentre l’ufficio stampa dell’assessorato fa sapere che «sarà avviato un confronto con tutte le associazioni» le nuove imposte hanno sollevato l’onda della protesta fra i volontari che si occupano di randagi. Il primo atto è una petizione che sta girando sui social, indirizzata all’assessore Arru: «È questo - si chiede nella nota allegata - il modo col quale la Regione intende combattere il randagismo? In un panorama di randagismo endemico e di crisi sociale come quello in cui viviamo in Sardegna a causa della mancata attuazione per anni di piani di prevenzione delle nascite di cucciolate di cani e gatti, si è verificato un aumento esponenziale del fenomeno delle nascite e abbandoni – è scritto nella nota proposta alla firma – in una regione dove si parla di circa otto milioni di euro annui solo di costi diretti dei comuni per mantenere i cani nei canili, dove la Regione dal 2014 non trasferisce più neanche un centesimo ai comuni per le spese dei cani in canile, dove l’ Ats Sardegna, l’unica ad usufruire di costanti contribuiti regionali, si può permettere di sospendere le sterilizzazioni, come accade a Cagliari. In un’isola dove ancora vengono registrati numerosi casi di echinococcosi, crediamo che 200 mila euro per una regione intera siano una barzelletta». Prosegue la nota: «Si rende conto, assessore, che per il prossimo anno non sono stati stanziati altri soldi?».
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