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La Cisl: il lavoro si crea con l’edilizia

La Cisl: il lavoro si crea con l’edilizia

Il segretario Filca Matta: è l’unico settore che può avere effetti positivi sugli altri

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CAGLIARI. La strada per creare sviluppo e occupazione in Sardegna passa attraverso il rilancio dell’edilizia. Ne è convinto Giovanni Matta, segretario della Filca Cisl. «C’è bisogno di una forte scossa per invertire le tendenze in atto nel mercato del lavoro sardo – afferma il sindacalista –. Da troppo tempo perdura una condizione di stasi i cui effetti sono riscontrabili nell’alto tasso di disoccupazione che in Sardegna risulta il doppio di quello nazionale. Nel recente periodo, complice il risultato elettorale non proprio soddisfacente per alcune forze politiche, assistiamo a un dibattito che vorrebbe riportare al centro dell’azione politica e istituzionale il tema lavoro e la necessità di creare nuove opportunità occupazionali. Non è chiaro però dove si vuole approdare». Per la Filca Cisl il Piano del lavoro da 128 milioni non basta. «Pur apprezzando lo sforzo, pure necessario, per alleviare le sofferenze dei tanti disoccupati, che attraverso Il progetto Lavoras, o quello dei cantieri comunali potranno godere di alcuni mesi di lavoro, siamo convinti che questa non sia la strada più interessante per uscire dalla stasi. O perlomeno non è l’unica strada». Matta cita l’ex ministro Paolo Savona che in una intervista alla Nuova aveva sottolineato come la Sardegna necessiti di un incremento del Pil di 4/5 punti all’anno. «Un tale risultato si può ottenere investendo tutte le risorse disponibili in infrastrutture – aggiunge Matta –. La strada per creare sviluppo e occupazione passa attraverso il rilancio dell’edilizia, unico settore con capacità anticiclica, e un effetto moltiplicatore su diversi settori produttivi. Gli ambiti dove intervenire sono tanti. Strade, ferrovie, bonifiche dei siti inquinati, bonifiche idrauliche, sono tutte aree dove intervenire, anzi, dove è sempre più urgente intervenire. Migliorando gli attuali assetti e in alcuni casi potenziando ed allargando l’esistente. Si tratta di programmare meglio le risorse disponibili e programmare meglio gli investimenti futuri svincolandoli, magari, dagli “ appetiti locali”».

«Certo occorre pensare in grande – dice ancora il numero uno della Filca –. Occorre una visione di futuro orientata a indicare la Sardegna che verrà e contestualmente programmare risorse e investimenti per dare concretezza a tale futuro. Sullo sfondo, ma inevitabile, resta l’urgenza di un grande patto tra sindacati, imprese, enti locali e istituzioni regionali, per avviare una nuova stagione di sviluppo, senza il quale le chiacchiere restano tali. Alla Regione e alla sua giunta spetta l’onere di avviare questo processo».

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