Turismo, nasce il nuovo piano strategico
L’assessora Argiolas a Olbia fa partire il viaggio in 60 tappe nei territori per elaborare un modello condiviso
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OLBIA. Piano strategico partecipato per lo sviluppo e la promozione turistica della Sardegna, triennio 2018-2021. La “road map” è tracciata, con un mese finale: il prossimo giugno, quando si saranno conclusi gli incontri tematici in giro per la Sardegna e si metterà a punto la nuova strategia turistica. Ma c’è anche una nuova data iniziale: il 30 aprile del 2019. Quella in cui il Piano strategico potrà essere applicato dai singoli operatori, come strumento per portare più turisti nelle strutture sarde. Tutto semplice? Alzi la mano chi in 30 anni non abbia sentito simili buoni propositi in quantità industriale. Spesso, per l’eterogenesi dei fini, si è parlato di partecipazione, per arrivare, invece, a decisioni prese in pochi consessi istituzionali. La Regione e l’assessore al Turismo, Barbara Argiolas, questa volta ci hanno messo faccia e metodo, inseguendo e ingaggiando Josep Ejarque, un «destination manager» internazionale, “guru” rinomato nell’organizzazione di strategie di marketing. Spagnolo, naturalizzato italiano, la Regione l’ha ingaggiato con un compenso intorno ai 30mila euro, per costruire quasi dal nulla il pacchetto «Destinazione Sardegna». Necessaria, perché la concorrenza è troppo forte. Ieri nell’aeroporto di Olbia si è svolta la terza tappa preliminare, dopo Cagliari e Alghero, per definire il calendario di incontri.
Le date. Un tour de force che partirà di nuovo da Olbia il 3 e 4 maggio, per poi toccare Alghero (8 maggio) e Sassari (9 maggio), fino ad arrivare a Cagliari. Il 18 maggio si svolgerà la prima Conferenza permanente del turismo, che tirerà le fila del primo ciclo di incontri in agenda, per poi girare verso il rettilineo finale. Entro giugno si dovrebbe raggiungere l’agognato traguardo. Ora, la Argiolas ha pragmatismo e coerenza, per cui esordisce ammettendo anni di repliche senza pubblico in tema di turismo. Per poi, però, sottolineare le differenze. «Di Piani strategici sono pieni i cassetti, spesso non ne sono nemmeno usciti – sottolinea l’assessore -. Noi nel 2018 proponiamo un documento non calato dall’alto, ma partecipato, partendo dalla nuova legge regionale sul turismo e così entro giugno potremo dire di avere un modello di Dmo (Destination management organization, ndr), con le linee strategiche e un piano operativo per l’anno successivo». La partecipazione prevede 60 incontri in due mesi.
Il metodo. «Faremo una diagnosi sulla reputazione della Sardegna come destinazione, valutando attrattività e competitività sui mercati dove nasce la domanda di turismo – spiega Ejarque –. Saremo come un navigatore, che indicherà la direzione per avere più flussi turistici che siano più redditizi». Parole che suonano la musica giusta per gli operatori. I quali si dovranno confrontare su 8 aree tematiche: prodotto; mercati e internazionalizzazione; commercializzazione e marketing; formazione, qualità e professionalizzazione; paesaggio, risorse e sostenibilità; redditività, nuova stagionalità e rinnovamento; infrastrutture, mobilità e, infine, innovazione con le nuove tecnologie. Una corsa contro il tempo, come prendere una laurea senza passare dal liceo. Ma le motivazioni ci sono e la volontà non manca. «È il momento buono, dopo aver approvato la legge sul turismo potremo avere un vero manuale operativo – ha sottolineato Paolo Manca, presidente di Federalberghi –. La destinazione Sardegna deve funzionare, la strategia sarà fondamentale». (g.d.m)
Le date. Un tour de force che partirà di nuovo da Olbia il 3 e 4 maggio, per poi toccare Alghero (8 maggio) e Sassari (9 maggio), fino ad arrivare a Cagliari. Il 18 maggio si svolgerà la prima Conferenza permanente del turismo, che tirerà le fila del primo ciclo di incontri in agenda, per poi girare verso il rettilineo finale. Entro giugno si dovrebbe raggiungere l’agognato traguardo. Ora, la Argiolas ha pragmatismo e coerenza, per cui esordisce ammettendo anni di repliche senza pubblico in tema di turismo. Per poi, però, sottolineare le differenze. «Di Piani strategici sono pieni i cassetti, spesso non ne sono nemmeno usciti – sottolinea l’assessore -. Noi nel 2018 proponiamo un documento non calato dall’alto, ma partecipato, partendo dalla nuova legge regionale sul turismo e così entro giugno potremo dire di avere un modello di Dmo (Destination management organization, ndr), con le linee strategiche e un piano operativo per l’anno successivo». La partecipazione prevede 60 incontri in due mesi.
Il metodo. «Faremo una diagnosi sulla reputazione della Sardegna come destinazione, valutando attrattività e competitività sui mercati dove nasce la domanda di turismo – spiega Ejarque –. Saremo come un navigatore, che indicherà la direzione per avere più flussi turistici che siano più redditizi». Parole che suonano la musica giusta per gli operatori. I quali si dovranno confrontare su 8 aree tematiche: prodotto; mercati e internazionalizzazione; commercializzazione e marketing; formazione, qualità e professionalizzazione; paesaggio, risorse e sostenibilità; redditività, nuova stagionalità e rinnovamento; infrastrutture, mobilità e, infine, innovazione con le nuove tecnologie. Una corsa contro il tempo, come prendere una laurea senza passare dal liceo. Ma le motivazioni ci sono e la volontà non manca. «È il momento buono, dopo aver approvato la legge sul turismo potremo avere un vero manuale operativo – ha sottolineato Paolo Manca, presidente di Federalberghi –. La destinazione Sardegna deve funzionare, la strategia sarà fondamentale». (g.d.m)
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