Eurallumina, sindacati e azienda al Mise
Sit in dei lavoratori a Cagliari davanti all’assessorato per chiedere il via libera alle autorizzazioni
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CAGLIARI. Appuntamento questa mattina al ministero dello Sviluppo economico, a Roma, per discutere del futuro di Eurallumina, la raffineria di bauxite di Portovesme ferma dal marzo del 2009. L’obiettivo è riavviare la filiera dell’alluminio in Sardegna. In vista della riunione odierna, ieri negli uffici della Regione, a Cagliari, si è tenuto un incontro per discutere delle procedure e delle autorizzazioni necessarie a riavviare l’attività.
Accantonato l’originario programma di interventi – che prevedeva la costruzione di una centrale a vapore e l’adeguamento della raffineria per un importo complessivo che superava i 200 milioni di euro – al ministero si discuterà oggi del nuovo progetto. Si tratta di un piano di ammodernamento e miglioramento dell’impianto con un contributo complessivo di 83 milioni di euro (di cui 16 a fondo perduto) a fronte di un investimento complessivo da parte dell’azienda di 160 milioni di euro. In base al nuovo progetto, invece di costruire una nuova centrale per la produzione di vapore, si realizzerà una condotta che trasporterà il vapore dalla vicina centrale elettrica dell’Enel, già in funzione. Secondo i tecnici questa struttura potrebbe essere realizzata in tempi più rapidi e, soprattutto, avrebbe un minor impatto ambientale. Di questo si discuterà oggi al ministero, oltre che delle autorizzazioni necessarie per riavviare l’attività.
In concomitanza con la riunione in programma a Roma, le tute verdi del Sulcis saranno oggi in presidio davanti all’assessorato dell’Ambiente, a Cagliari. I lavoratori chiedono alla Regione che rilasci le autorizzazioni all’azienda nel più breve tempo possibile affinché partano gli investimenti.
Con il riavvio dell’attività e la messa in funzione degli impianti è previsto il reinserimento di 357 lavoratori con circa 100 nuove assunzioni., 270 lavoratori degli appalti e altri 200 dell’indotto. Una boccata d’ossigeno per il Sulcis, una provincia che detiene un triste primato: è il territorio con il più alto tasso di disoccupazione in Europa.
Accantonato l’originario programma di interventi – che prevedeva la costruzione di una centrale a vapore e l’adeguamento della raffineria per un importo complessivo che superava i 200 milioni di euro – al ministero si discuterà oggi del nuovo progetto. Si tratta di un piano di ammodernamento e miglioramento dell’impianto con un contributo complessivo di 83 milioni di euro (di cui 16 a fondo perduto) a fronte di un investimento complessivo da parte dell’azienda di 160 milioni di euro. In base al nuovo progetto, invece di costruire una nuova centrale per la produzione di vapore, si realizzerà una condotta che trasporterà il vapore dalla vicina centrale elettrica dell’Enel, già in funzione. Secondo i tecnici questa struttura potrebbe essere realizzata in tempi più rapidi e, soprattutto, avrebbe un minor impatto ambientale. Di questo si discuterà oggi al ministero, oltre che delle autorizzazioni necessarie per riavviare l’attività.
In concomitanza con la riunione in programma a Roma, le tute verdi del Sulcis saranno oggi in presidio davanti all’assessorato dell’Ambiente, a Cagliari. I lavoratori chiedono alla Regione che rilasci le autorizzazioni all’azienda nel più breve tempo possibile affinché partano gli investimenti.
Con il riavvio dell’attività e la messa in funzione degli impianti è previsto il reinserimento di 357 lavoratori con circa 100 nuove assunzioni., 270 lavoratori degli appalti e altri 200 dell’indotto. Una boccata d’ossigeno per il Sulcis, una provincia che detiene un triste primato: è il territorio con il più alto tasso di disoccupazione in Europa.
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