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Pd, i soriani sfidano Cucca: convocata l’assemblea

Pd, i soriani sfidano Cucca: convocata l’assemblea

La richiesta è stata sottoscritta da 45 delegati ma ne sarebbero bastati 32 Il segretario rischia la sfiducia ma Roma potrebbe fare slittare l’appuntamento

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CAGLIARI. La corrente capeggiata dall’ex presidente della Regione Renato Soru ha raccolto le firme e ottenuto quello che voleva: l’assemblea regionale del Pd. Sarà la prima dopo il rovescio elettorale di marzo ed è stata convocata sabato ad Abbasanta – ore 9.30 all’hotel «Su Baione» – senza aspettare le decisioni del segretario quasi dimissionario Giuseppe Luigi Cucca.

La lettera. A firmare in autonomia la convocazione è stata Lalla Pulga, presidente del partito, in quota Soru, che comunque non poteva fare diversamente. Alla fine della scorsa settimana, sulla sua scrivania era arrivata la richiesta di un’assemblea straordinaria sottoscritta da 45 delegati su 160. Cioè: da più di un quinto degli aventi diritto, mentre, come prevede il regolamento, sarebbero bastate anche solo 32 firme per raggiungere l’obiettivo. Dunque, il silenzio durato oltre un mese è stato spazzato via da questa prova di forza dei soriani e fra qualche giorno dovrebbe essere più chiaro che fine farà la segreteria di Cucca. Che in direzione, a metà marzo, s’era detto pronto a dimettersi, ma solo «nelle mani dell’assemblea del partito». Assemblea che doveva essere convocata dallo stesso segretario subito dopo Pasqua, però così non è stato ed è per questo che i soriani hanno forzato i tempi.

Ordine del giorno. Nella convocazione c’è scritto: «Discussione sul Pd Sardegna e analisi della situazione politica a seguito delle elezioni del 4 marzo 2018». Un tema caldissimo e di stretta attualità visto che il partito non si è ancora ripreso dallo scivolone delle Politiche, in cui s’è classificato al terzo posto dietro i 5 stelle e il centrodestra, e lontanissimo rispetto alle percentuali di voti raccolte dai diretti avversari. Con in più anche questo particolare non da poco: in Sardegna è rimasto al di sotto del 15 per cento, 14,8 per l’esattezza, ottenendo uno dei peggiori risultati nazionali, nonostante guidi la coalizione di centrosinistra in Regione.

La data. L’assemblea regionale è stata convocata lo stesso giorno in cui, a Roma, si sarebbe dovuta svolgere quella nazionale. È un caso, oppure c’è dell’altro? Scritto che il segretario reggente di via Del Nazareno, Maurizio Martina, sta per rinviare ufficialmente a data da destinarsi l’assise nella Capitale, quindi i due eventi non dovrebbero sovrapporsi, resta in piedi l’ipotesi che la scelta di quel «doppio sabato 21 aprile» possa essere anche una provocazione. In sostanza, un voler dimostrare – da parte della presidenza regionale – che il Pd sardo è sempre più autonomo e non sente più l’obbligo di aspettare le altrui decisioni per scegliersi un nuovo segretario. Se così fosse, la prova di forza innescata dalla corrente soriana sarebbe evidente, ma la concomitanza invece potrebbe essere solo uno scherzo del calendario, oppure Lalla Pulga quando ha convocato l’assemblea regionale, aveva già la certezza che quella nazionale sarebbe stata rinviata. Chissà.

Forze in campo. L’assemblea del Pd è composta da 160 delegati. Ad avere la maggioranza relativa, 57, è il gruppo capeggiato dal segretario Cucca e formato dai renziani e dagli ex Ds. Corrente che, nelle primarie dell’anno scorso, era alleata coi popolari-riformisti dell’area Cabras-Fadda (53 delegati), però dopo la sconfitta elettorale anche quel patto è finito in pezzi. Sono invece 50 i soriani in assemblea e sono tutti per le dimissioni immediate di Cucca, dopo aver abbandonato anche la segreteria regionale. Calcolatrice alla mano, se sabato i popolari-riformisti e il gruppo di Soru dovessero votare insieme, Cucca finirebbe in minoranza. Anche se per capire come potrebbe finire, bisogna leggere con attenzione il regolamento del partito. Perché se fra pochi giorni Cucca dovesse dimettersi ufficialmente, l’assemblea potrà nominare subito il successore, mentre se dovesse essere sfiduciato sarà necessario un nuovo congresso per eleggere il segretario.

Possibile rinvio. Nonostante l’assemblea sia stata convocata, rischia comunque di essere rinviata. Da chi? Dalla segreteria di via Del Nazareno, che potrebbe imporre quanto deciso alcune settimane fa proprio dal reggente Martina. Cioè: «Le assemblee regionali sono sospese fino a quando non si svolgerà quella nazionale». Il diktat romano sarà riproposto o semmai sollecitato? È possibile, ma non è detto. Comunque c’è il rischio che il Pd sardo ripiombi tempi bui del tutti contro tutti. Non solo, un nuovo scontro interno vorrebbe dire anche altre due cose: la legnata del 4 marzo non è servita e i tentativi di tenere assieme la coalizione, leggi il ripetersi dei vertici di maggioranza in Consiglio, rischiano di essere solo accademia. Perché la verità è un’altra: tutti i partiti sono già in campagna elettorale anche se mancano ancora 10 mesi all’apertura dei seggi per le Regionali. (ua)

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