Ristrutturazioni e farmaci boom di detrazioni fiscali
L’isola è tra le regioni con il tasso più alto: più 9,8 per cento di bonus edilizi In aumento anche la deduzione delle spese mediche e per gli studi universitari
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SASSARI. Boom delle detrazioni fiscali in Sardegna. Secondo i dati pubblicati nei giorni scorsi dalle Finanze – relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2017– la Sardegna è una delle regioni italiane con il tasso più alto di detrazioni fiscali, per quanto riguarda sia le spese sanitarie sia quelle per il recupero del patrimonio edilizio (spese per ristrutturazioni e acquisto di mobili).
I bonus fiscali hanno visto una crescita esponenziale, in tutta Italia, a partire dal 2014. Soprattutto dopo l’introduzione della dichiarazione dei redditi precompilata, che ieri l’Agenzia delle entrate ha messo online per circa 30 milioni di contribuenti. L’esempio più evidente è la detrazione sulle spese mediche i cui beneficiari sono passati dai 16,7 milioni del 2014 (ultimo anno in cui le dichiarazioni sono state presentate senza l’ausilio della precompilata) agli oltre 18 milioni dell’anno scorso. Anche l’importo medio è cresciuto, passando da 931 a 979 euro.
Trend analogo anche per la deduzione delle spese sulla previdenza complementare, per le spese di frequenza universitaria e per quelle funebri. In crescita anche i bonus edilizi: per quanto riguarda le ristrutturazioni c’è stato addirittura un aumento delle detrazioni del 50%. In questo quadro la Sardegna occupa un posto importante nella classifica delle regioni italiane. Nel 2017, per quanto riguarda le spese sanitarie, i beneficiari sono aumentati del 5,7%, dietro solo ai valdostani. Analogo discorso per quanto riguarda i bonus edilizi. Sempre nel 2017 i contribuenti che hanno approfittato degli sconti sono aumentati addirittura del 9,8%: meglio dei sardi hanno fatto solo i lucani e i calabresi.
Va ricordato che chi ritocca la dichiarazione precompilata al fine di ottenere i bonus – cosa che l’anno scorso ha fatto l’85% dei contribuenti – dovrà conservare la documentazione per sfruttare le detrazioni non caricate dal Fisco.
Da quest’anno l’agenzia delle entrate lancerà anche un servizio di compilazione assistita che sarà operativo a partire dal 2 maggio, quando si potrà intervenire sul 730 e inviarlo all’Agenzia. In pratica il contribuente potrà inserire nuovi documenti di spesa non presenti oppure modificare, integrare o cancellare dati già inseriti dal fisco.
I bonus fiscali hanno visto una crescita esponenziale, in tutta Italia, a partire dal 2014. Soprattutto dopo l’introduzione della dichiarazione dei redditi precompilata, che ieri l’Agenzia delle entrate ha messo online per circa 30 milioni di contribuenti. L’esempio più evidente è la detrazione sulle spese mediche i cui beneficiari sono passati dai 16,7 milioni del 2014 (ultimo anno in cui le dichiarazioni sono state presentate senza l’ausilio della precompilata) agli oltre 18 milioni dell’anno scorso. Anche l’importo medio è cresciuto, passando da 931 a 979 euro.
Trend analogo anche per la deduzione delle spese sulla previdenza complementare, per le spese di frequenza universitaria e per quelle funebri. In crescita anche i bonus edilizi: per quanto riguarda le ristrutturazioni c’è stato addirittura un aumento delle detrazioni del 50%. In questo quadro la Sardegna occupa un posto importante nella classifica delle regioni italiane. Nel 2017, per quanto riguarda le spese sanitarie, i beneficiari sono aumentati del 5,7%, dietro solo ai valdostani. Analogo discorso per quanto riguarda i bonus edilizi. Sempre nel 2017 i contribuenti che hanno approfittato degli sconti sono aumentati addirittura del 9,8%: meglio dei sardi hanno fatto solo i lucani e i calabresi.
Va ricordato che chi ritocca la dichiarazione precompilata al fine di ottenere i bonus – cosa che l’anno scorso ha fatto l’85% dei contribuenti – dovrà conservare la documentazione per sfruttare le detrazioni non caricate dal Fisco.
Da quest’anno l’agenzia delle entrate lancerà anche un servizio di compilazione assistita che sarà operativo a partire dal 2 maggio, quando si potrà intervenire sul 730 e inviarlo all’Agenzia. In pratica il contribuente potrà inserire nuovi documenti di spesa non presenti oppure modificare, integrare o cancellare dati già inseriti dal fisco.
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