Pd, prove di dialogo ma la pace è lontana
Confermata l’assemblea di sabato per parlare di alleanze. Appello di Uras alle forze di centrosinistra
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CAGLIARI. Le diplomazie del Pd sono in gran movimento: l’assemblea autoconvocata sabato mattina ad Abbasanta, ottenuta dai soriani con una prova di forza, è per alcuni l’occasione «da dove ricominciare e riprendere finalmente il confronto interno», mentre altri ribattono «è un rischio che va evitato, perché in momento di difficoltà come questo, non servono altre contrapposizione». Così, all’improvviso, c’è stata una riunione ristretta fra i portavoce delle tre correnti: oltre a quella capeggiata dall’europarlamentare, i popolari-riformisti dell’area Cabras-Fadda e il gruppo dei renziani più gli ex Diesse. Tra l’altro gli unici a essere rimasti ancora fedeli al segretario Giuseppe Luigi Cucca, contestato invece dal resto del partito perché non si è ancora dimesso dopo la sconfitta elettorale del 4 marzo. La conclusione del vertice sarebbe stata questa: l’assemblea di sabato ci sarà, i soriani hanno detto che mai ci avrebbero rinunciato, ma servirà solo come «passaggio preliminare per arrivare poi in seguito (a maggio?) all’elezione del segretario». In altre parole, ad Abbasanta ci sarà di sicuro la corrente di Soru al completo, mentre le altre due dovrebbero essere presenti solo con delle delegazioni autorevoli. Dunque, non sarà raggiunto il numero legale, 81 delegati su 160, perché la riunione sia valida, ma l’occasione non sarà sprecata. Servirà per «avviare il rilancio dopo la batosta incassata alle Politiche» e forse «cominciare a discutere delle alleanze per le Regionali dell’anno prossimo». Comunque la situazione è ancora in evoluzione e solo venerdì mattina si saprà quale sarà il reale peso dell’assemblea convocata dalla presidente Lalla Pulga. Nel frattempo c’è però chi guarda oltre nella coalizione di centrosinistra. È l’ex senatore Luciano Uras, presidente di Campo progressista, che ha inviato una lettera aperta ai segretari di partito e al governatore Francesco Pigliaru. La sintesi è questa: «Sono utili i vertici con i consiglieri regionali dell’alleanza soprattutto per decidere come ricostruire un rapporto robusto di fiducia fra gli elettori e le istituzioni, ma non bastano». Secondo Uras è invece «indispensabile che la discussione superi i confini del Consiglio e sia allargata ai partiti», perché, a dieci mesi dalle Regionali, «la coalizione deve produrre uno sforzo corale in cui le responsabilità di governo devono fondersi con l'impegno politico quotidiano di chi opera nel sociale, nel mondo della solidarietà e della cultura». Insomma, è la conclusione, «dobbiamo essere più presenti fra la gente, non solo nei palazzi della Regione ed è per questo che nel rilancio del centrosinistra i partiti devono e dovranno essere coinvolti».
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