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Guardie mediche, la vigilanza resta

Guardie mediche, la vigilanza resta

Una variazione di bilancio scongiura il rischio della soppressione del servizio

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CAGLIARI. Il rischio che fra qualche mese le guardie mediche rimanessero senza il servizio di vigilanza è scongiurato. Con una variazione di bilancio, proposta dall’assessore Raffaele Paci e approvata dal Consiglio regionale, il contratto sarà rinnovato nelle prossime settimane. Il finanziamento di 41 milioni è stato spalmato su tre anni 16 subito, 25 negli altri due e fino al 2020. «Appena è stato possibile – ha detto Paci – abbiamo aggiustato la Finanziaria con una legge di manutenzione contabile e abbiamo recuperato i soldi necessari anche per le guardie mediche». L’ipotesi che il servizio di vigilanza fosse cancellato da quest’estate aveva scatenato un bel po’ di polemiche, con soprattutto la denuncia forte da parte degli Ordini dei medici e dei sindacati. «Il problema lo abbiamo risolto – ha detto l’assessore alla sanità Luigi Arru – e con questa variazione di bilancio abbiamo risposto a una esigenza forte di garantire il massimo della sicurezza ai medici impegnati nei servizi di guardia medica». Grazie alla stessa legge le scuole dell'infanzia paritarie riceveranno 3,5 milioni nel triennio (500mila nel 2018, 2 milioni nel 2019 e 1 milione nel 2020) per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle sedi. Con un milione di euro invece sono stati finanziati gli interventi per interrare i cavi telefonici. Infine, 500mila euro andranno alla Fondazione Sardinia Film Commission per la promozione dell’attività cinematografica. Con un’altra legge l’Aula ha dato il via libera al Collegio dei revisori dei conti, che più volte era stato sollecitato dai giudici contabili. L'organo di vigilanza sulla regolarità finanziaria ed economica della Regione rimarrà in carica tre anni e sarà' composto da tre membri e dovrà operare in stretto raccordo con la sezione di controllo della Corte dei conti. Subito dopo il Consiglio ha votato anche un ordine del giorno rivolto al Consiglio dei ministri in cui sono ribaditi i fondamenti della specialità della Sardegna e l’istituzione del collegio dei revisori anche per l’assemblea regionale.

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