Accordo Regione-Comuni via ai cantieri di Lavoras
Firmato il contratto con l’Anci: entro l’estate partiranno le prime assunzioni Pigliaru: «Regole decise insieme. Tutto pronto anche per i bonus alle imprese»
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CAGLIARI. L’ultimo scoglio è superato. La Regione ha firmato il contratto con i Comuni e all’inizio dell’estate saranno aperti i primi cantieri targati Lavoras. Da ventiquattr’ore il piano straordinario, finanziato in questo caso con 45 milioni, è operativo. Servirà a bloccare il dramma della disoccupazione, sono 3.500 le assunzioni annunciate da luglio in poi, e a rallentare l’avanzata di un altro nemico storico, la povertà. Certo, ancora una volta, è la «mano pubblica» a doverci mettere una pezza e a ricucire lo strappo sociale. Una scelta discutibile? Assolutamente no. L’uscita dalla grande crisi è stata più lenta del previsto, nonostante ci sia qualche discreto segnale di risalita, quindi Lavoras va letta come una decisione dovuta. Obbligata dagli eventi, dall’economia ma che potrebbe far rinascere anche i 377 Comuni della Sardegna, soprattutto quelli più piccoli devastati da un altro virus maledetto: lo spopolamento.
Il percorso. È deciso. Fra oggi e domani l’Insar pubblicherà il bando, con la tabella dei finanziamenti già assegnati e concordati. Dal tetto massimo di 1,3 milioni per la Rete metropolitana del Nord Sardegna ai 12 mila e 500 euro, è il minimo garantito comunque a ogni Comune, per confermare che Lavoras è un piano straordinario e a tappeto. Da mercoledì i Comuni e le Unioni fra i Comuni avranno dai 30 ai 45 giorni di tempo per presentare i loro progetti di cantiere. Potranno spaziare dall’ambiente all’archeologia, dall’edilizia alla cultura, all’archiviazione digitali. Subito dopo ci sarà la selezione dei disoccupati da assumere per otto mesi, e qui sarà decisiva la collaborazione dell’Agenzia per il lavoro, o delle cooperative sociali e agricole da ingaggiare. A quel punto, i cantieri dovrebbero aprire all’inizio dell’estate. Anche il trasferimento dei soldi ai Comuni sarà veloce: il 30 per cento al momento della presentazione del progetto, la metà quando ci sarà l’apertura e il saldo alla fine del lavoro.
La velocità. Sarà fondamentale perché il Piano incida realmente sulla disoccupazione e dia una mano almeno a un parte delle troppe famiglie ancora prigioniera della crisi. «Più velocemente riusciremo a intervenire – è stato detto nella presentazione – più efficace sarà il risultato». Non dovrebbero esserci intoppi, perché, come ha ricordato la Regione, «abbiamo accolto ogni suggerimento che c’è stato proposto, accorciato il più possibile la procedura e fra poche ore scatterà la fase operativa».
Il patto. Dopo il Fondo unico, 600 milioni, e il Reis o reddito di cittadinanza regionale, 45 milioni, i sindaci hanno a disposizione un nuovo strumento di pronto intervento, per far fronte all’emergenza economica e sociale», ha detto Emiliano Deiana, presidente dell’Anci, l’associazione dei Comuni, prima della firma dell’accordo. Con il governatore Francesco Pigliaru che ha aggiunto: «Le regole sono state decise insieme. Abbiamo coinvolto tutti, compresi i sindacati, e dall’inizio di questa settimana Lavoras è in marcia al cento per cento. Fra non molto partiranno invece i bonus destinati alle imprese perché assumano. Fino a raggiungere il tetto di 128 milioni che è la dotazione a disposizione di Lavoras, com’è scritto nell’ultima Finanziaria approvata dal Consiglio regionale». L’assessore al bilancio Raffaele Paci ha confermato che: «In meno di un mese, la prima delibera è datata 3 marzo, abbiamo messo in moto un meccanismo complesso su cui ci sono importanti aspettative soprattutto se i Comuni riusciranno ad aggregarsi nel presentare progetti e destinati ad avere una ricaduta su territori il più ampi possibili». Per l’assessore agli enti locali Cristiano Erriu: «Alle amministrazioni comunali non mancano certo i progetti nel cassetto. Rispetto ai soliti cantieri comunali, ora potranno puntare non solo sulla quantità ma anche sulla qualità degli interventi». Lavoras è un modello intelligente per aggredire la disoccupazione, hanno ribadito Carla Medau, per l’associazione Comuni-Regioni d’Europa e Antonello Atzeni del gruppo Asel-enti locali, Fino a condividere questa certezza «L’aver calcolato i finanziamenti secondo il numero di disoccupati, più una compensazione dovuta allo spopolamento, è equa e nessun Comune sarà lasciato indietro» (ua)
Il percorso. È deciso. Fra oggi e domani l’Insar pubblicherà il bando, con la tabella dei finanziamenti già assegnati e concordati. Dal tetto massimo di 1,3 milioni per la Rete metropolitana del Nord Sardegna ai 12 mila e 500 euro, è il minimo garantito comunque a ogni Comune, per confermare che Lavoras è un piano straordinario e a tappeto. Da mercoledì i Comuni e le Unioni fra i Comuni avranno dai 30 ai 45 giorni di tempo per presentare i loro progetti di cantiere. Potranno spaziare dall’ambiente all’archeologia, dall’edilizia alla cultura, all’archiviazione digitali. Subito dopo ci sarà la selezione dei disoccupati da assumere per otto mesi, e qui sarà decisiva la collaborazione dell’Agenzia per il lavoro, o delle cooperative sociali e agricole da ingaggiare. A quel punto, i cantieri dovrebbero aprire all’inizio dell’estate. Anche il trasferimento dei soldi ai Comuni sarà veloce: il 30 per cento al momento della presentazione del progetto, la metà quando ci sarà l’apertura e il saldo alla fine del lavoro.
La velocità. Sarà fondamentale perché il Piano incida realmente sulla disoccupazione e dia una mano almeno a un parte delle troppe famiglie ancora prigioniera della crisi. «Più velocemente riusciremo a intervenire – è stato detto nella presentazione – più efficace sarà il risultato». Non dovrebbero esserci intoppi, perché, come ha ricordato la Regione, «abbiamo accolto ogni suggerimento che c’è stato proposto, accorciato il più possibile la procedura e fra poche ore scatterà la fase operativa».
Il patto. Dopo il Fondo unico, 600 milioni, e il Reis o reddito di cittadinanza regionale, 45 milioni, i sindaci hanno a disposizione un nuovo strumento di pronto intervento, per far fronte all’emergenza economica e sociale», ha detto Emiliano Deiana, presidente dell’Anci, l’associazione dei Comuni, prima della firma dell’accordo. Con il governatore Francesco Pigliaru che ha aggiunto: «Le regole sono state decise insieme. Abbiamo coinvolto tutti, compresi i sindacati, e dall’inizio di questa settimana Lavoras è in marcia al cento per cento. Fra non molto partiranno invece i bonus destinati alle imprese perché assumano. Fino a raggiungere il tetto di 128 milioni che è la dotazione a disposizione di Lavoras, com’è scritto nell’ultima Finanziaria approvata dal Consiglio regionale». L’assessore al bilancio Raffaele Paci ha confermato che: «In meno di un mese, la prima delibera è datata 3 marzo, abbiamo messo in moto un meccanismo complesso su cui ci sono importanti aspettative soprattutto se i Comuni riusciranno ad aggregarsi nel presentare progetti e destinati ad avere una ricaduta su territori il più ampi possibili». Per l’assessore agli enti locali Cristiano Erriu: «Alle amministrazioni comunali non mancano certo i progetti nel cassetto. Rispetto ai soliti cantieri comunali, ora potranno puntare non solo sulla quantità ma anche sulla qualità degli interventi». Lavoras è un modello intelligente per aggredire la disoccupazione, hanno ribadito Carla Medau, per l’associazione Comuni-Regioni d’Europa e Antonello Atzeni del gruppo Asel-enti locali, Fino a condividere questa certezza «L’aver calcolato i finanziamenti secondo il numero di disoccupati, più una compensazione dovuta allo spopolamento, è equa e nessun Comune sarà lasciato indietro» (ua)
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