Ottana, arrivano gli assessori Paci e Piras
Il governatore: «Abbiamo gettato le basi per far rialzare la Sardegna centrale dalla crisi industriale»
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CAGLIARI. Ottana è il simbolo della crisi che la Sardegna non riesce a scrollarsi di dosso da almeno un decennio. Oggi nella zona industriale arrivano gli assessori alla programmazione Raffaele Paci e all’industria Maria Grazia Piras, per visitare l’impianto solare termodinamico. Con loro ci sarà il capo unità della Direzione generale Italia-Malta, Nicolas Gilbert Morin, insieme ad altri rappresentanti della Commissione europea sui finanziamenti comunitari fino al 2020. È un altro passo concreto su com’è possibile aggredire la crisi. Ma qual è la quota di Lavoras che spetterà all’area di Ottana da cui venerdì s’è alzato forte il grido dei sindaci: «Siamo allo stremo»? La quota supera i 126mila euro che divisa per 12.500 – il costo previsto dalla Regione per ogni «chiamata a tempo» nei cantieri – significa che per otto mesi il Comune potrà assumere una decina di disoccupati. Certo, sono piccoli numeri rispetto ai 3.500 senza lavoro, i posti azzerati da quando c’è stato il crollo della chimica, dichiarati giorni fa dal sindaco Franco Saba nel palazzo del Consiglio regionale. «Lavoras è comunque un fatto concreto, subito operativo e non sarà di sicuro l’ultimo», ha sottolineato il governatore Francesco Pigliaru durante la presentazione del Piano. A quel «grido di forte sofferenza – ha aggiunto – abbiamo cominciato a rispondere prima di tutto con il via libera in giunta alla richiesta urgente da presentare al governo che anche Ottana, così come il Sulcis, sia riconosciuta come un’Area di crisi complessa. Ora facciamo partire Lavoras, poi proseguiremo con altri interventi significativi che devono nascere da un confronto sempre più serrato fra la Regione e il territorio». Pigliaru ha ricordato il vertice di sabato scorso con il sindaco e Costantino Tidu, commissario della Provincia di Nuoro. «In quell’occasione – sono state le sue parole – abbiamo gettato le basi per far rialzare la Sardegna centrale da una crisi industriale che l’ha messa in ginocchio. Un nuovo incontro, questa volta a Cagliari, ci sarà nei prossimi giorni per studiare insieme quali altri interventi urgenti sono necessari per mitigare la disoccupazione e rendere meno pesante la povertà nel territorio». Pigliaru ha sottolineato che anche il reddito di cittadinanza nazionale, il Rei, e quello regionale, «sono altri due strumenti incisivi per tamponare l’emergenza». Soprattutto adesso, ha aggiunto l’Anci, che «stiamo per risolvere i problemi che ci sono stati finora con la piattaforma dell’Inps». In chiusura Francesco Pigliaru è stato chiaro: «A Ottana però vogliamo andare oltre l’emergenza e puntare su soluzioni durature. Per questo, nel prossimo incontro, mi aspetto dal territorio diverse proposte sulla strategia da mettere in campo. La Regione si presenterà con le sue, saranno concrete, perché da sempre siamo stati fra i primi ad ascoltare il grido di sofferenza della Sardegna centrale».
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