«Quando Edo rientrerà a casa ci saranno dieci giganti di due metri ad accoglierlo»
Nel mondo del basket, il tam-tam sulla battaglia di Edoardo, ha rimbalzato di parquet in parquet. E tutti sono scesi in campo, diventando una grande comunità umana, prima ancora che sportiva. «Non...
2 MINUTI DI LETTURA
Nel mondo del basket, il tam-tam sulla battaglia di Edoardo, ha rimbalzato di parquet in parquet. E tutti sono scesi in campo, diventando una grande comunità umana, prima ancora che sportiva. «Non appena Edoardo rientrerà a casa – dice il presidente della Dinamo Stefano Sardara – ci saranno dieci giganti di due metri che andranno a trovarlo. È il minimo che si possa fare per un tifoso come lui, che puntualmente ci sostiene al Palazzetto ad ogni partita. Ora che un po’ di incoraggiamento potrà servire a Edoardo, è il momento di ricambiare».
La Fondazione Dinamo travalica i confini dell’agonismo e si tuffa nel sociale: un impegno sul fronte della solidarietà, della beneficenza, della crescita sportiva.
«Col papà di Claudio ci sentiamo spesso – racconta Sardara – gli siamo vicini. È una storia che ci ha colpito molto. Un ragazzo di 18 anni, così appassionato di pallacanestro, con tutta una vita davanti, che deve affrontare una prova così difficile».
E prosegue: «Non è la prima volta, purtroppo, che vicende del genere capitano nel nostro ambiente. Ed è giusto che il basket ritrovi i suoi valori migliori e faccia squadra».
Proprio uno dei giocatori simbolo della Dinamo, l’ex play Travis Diener, ha subito inviato un messaggio privato su Facebook ad Edoardo, promettendogli di fargli visita alla fine del campionato e al rientro nella sua casa del Wisconsin. Per il ragazzino, Travis è un autentico idolo. Anni fa, quando col papà Claudio aveva fatto un viaggio in America, ed erano capitati a Fond Du Lac, (dove Diener è nato e abita), Edoardo aveva scattato una foto con lo striscione Forza Dinamo. E l’aveva inviata al play più talentuoso che Sassari abbia mai ospitato. (lu.so.)
La Fondazione Dinamo travalica i confini dell’agonismo e si tuffa nel sociale: un impegno sul fronte della solidarietà, della beneficenza, della crescita sportiva.
«Col papà di Claudio ci sentiamo spesso – racconta Sardara – gli siamo vicini. È una storia che ci ha colpito molto. Un ragazzo di 18 anni, così appassionato di pallacanestro, con tutta una vita davanti, che deve affrontare una prova così difficile».
E prosegue: «Non è la prima volta, purtroppo, che vicende del genere capitano nel nostro ambiente. Ed è giusto che il basket ritrovi i suoi valori migliori e faccia squadra».
Proprio uno dei giocatori simbolo della Dinamo, l’ex play Travis Diener, ha subito inviato un messaggio privato su Facebook ad Edoardo, promettendogli di fargli visita alla fine del campionato e al rientro nella sua casa del Wisconsin. Per il ragazzino, Travis è un autentico idolo. Anni fa, quando col papà Claudio aveva fatto un viaggio in America, ed erano capitati a Fond Du Lac, (dove Diener è nato e abita), Edoardo aveva scattato una foto con lo striscione Forza Dinamo. E l’aveva inviata al play più talentuoso che Sassari abbia mai ospitato. (lu.so.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
