Il leader Pds: non ho parlato di politica
Maninchedda sul blog: con Pigliaru abbiamo discusso solo di Ottana. E ora stop ai vertici a Villa Devoto
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Si è parlato solo di crisi industriale del centro Sardegna, le questioni della maggioranza sono rimaste fuori dall’incontro tra il governatore Francesco Pigliaru e il leader del Partito dei sardi, Paolo Maninchedda. È lo stesso ex assessore ai Lavori pubblici a “smentire” il contenuto del colloquio avuto due giorni fa a Villa Devoto. Un faccia a faccia che arrivava dopo mesi di turbolenze tra il centrosinistra e appunto il Partito dei sardi, componente fortemente critico della maggioranza. Ma che, a quanto dice il segretario, non ha avuto alcun risvolto chiarificatore. «Smentisco che il colloquio informale avuto con il presidente della Regione abbia avuto contenuto politico – ha scritto Maninchedda sul suo blog Sardegna e libertà –. Si è parlato delle misure anticrisi a Ottana, punto». In particolare il confronto ha riguardato l'emergenza reddito nei paesi che insistono sull'area industriale e in tutta la Sardegna centrale. Cose che da fare subito, dunque. Primi passi da mettere in campo a beneficio delle aree del Nuorese, come le misure di Lavoras, il piano da 128 milioni di euro varato dalla giunta: per Ottana, che negli ultimi 15 anni ha perso 3.500 posti di lavoro, ci sono a disposizione 126mila euro che consentiranno al Comune di assumere nei cantieri per otto mesi una decina di disoccupati. Altro strumento utile per far fronte all'emergenza è la richiesta da presentare al governo per il riconoscimento di Ottana come area di crisi complessa. Poi il reddito di cittadinanza nazionale, Rei, e quello regionale, Reis.
Di altro, giura Maninchedda, non si è parlato. «Il nostro progetto era e rimane ciò che abbiamo annunciato a Ottana: prima uniti sugli interessi nazionali dei sardi, poi diversi per impostazioni culturali. Noi costruiamo la Convergenza nazionale, un progetto di unità dei sardi rispetto al quale ogni formula politica attuale appare insufficiente. Siamo interessati a processi popolari e trasversali, non ad accordi di vertice. Non verremo mai fatti prigionieri da prospettive politiche anguste. Dato l’equivoco creatosi – conclude il leader del Partito dei sardi –, non parteciperò più a riunioni a Villa Devoto». (al.pi.)
Di altro, giura Maninchedda, non si è parlato. «Il nostro progetto era e rimane ciò che abbiamo annunciato a Ottana: prima uniti sugli interessi nazionali dei sardi, poi diversi per impostazioni culturali. Noi costruiamo la Convergenza nazionale, un progetto di unità dei sardi rispetto al quale ogni formula politica attuale appare insufficiente. Siamo interessati a processi popolari e trasversali, non ad accordi di vertice. Non verremo mai fatti prigionieri da prospettive politiche anguste. Dato l’equivoco creatosi – conclude il leader del Partito dei sardi –, non parteciperò più a riunioni a Villa Devoto». (al.pi.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
