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Aeroporto Alghero, giù gli arrivi

Aeroporto Alghero, giù gli arrivi

A marzo persi 3mila passeggeri. Tedde(Fi) all’attacco, la Sogeaal: calo contenuto

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ALGHERO. Continua a perdere passeggeri l’aeroporto di Alghero: 12mila in meno nel primo trimestre del 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017, con un decremento percentuale del 6,8. È quanto emerge dal report di Assaeroporti sui dati di traffico dei primi tre mesi di quest’anno. I dati certificano un calo tutto sommato contenuto, ma il segno meno appena pubblicato conferma il trend negativo di un anno fa, quando Alghero registrò 89mila e 872 passeggeri in meno rispetto al passato recente, con un calo del 30,6%. Questi dati stridono con la crescita registrata invece negli aeroporti di Olbia (+23%) e Cagliari (+10). «Il calo dei passeggeri a marzo è stato di 3mila passeggeri rispetto allo stesso mese del 2017, meno comunque di quelli persi a gennaio e a febbraio. Ci auguriamo che questo trend positivo venga confermato anche nei prossimi mesi», si legge in una nota della Sogeaal, la società di gestione dello scalo. A far ben sperare ci sono le 52 nuove destinazioni operative da fine marzo su 16 mercati internazionali: Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Norvegia, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria. Meno ottimista il vice capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Marco Tedde, che parla di «crisi infinita per l’aeroporto di Alghero». Secondo l’ex sindaco di Alghero «lo scalo sconta la cattiva gestione delle politiche dei trasporti attuate dalla giunta Pigliaru, a partire dal mancato sostegno al low cost quando l’aeroporto era a gestione pubblica, per proseguire con la rinuncia alla CT2, al fallimento della CT1, alla vendita al buio della società di gestione e agli incomprensibili e biblici ritardi del bando sulla destagionalizzazione». «Ora si cerca di scaricare le responsabilità su presunti “deficit” della destinazione Alghero e sull’impresa turistica del territorio – accusa Tedde – ma le responsabilità sono chiare. La colpa di questo disastro è della giunta Pigliaru e dei sindaci dei più importanti centri della provincia, che hanno assistito in silenzio al depotenziamento dello scalo».

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