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“Umpare”, parole e video per raccontare l’appartenenza e la voglia di riscatto

CAGLIARI. Una neonata avvolta nella bandiera dei Quattro Mori. È il manifesto simbolo della nascita della Regione, anche se, ricordiamocelo, «di fronte ai millenni della nostra storia, l’Autonomia ha...

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CAGLIARI. Una neonata avvolta nella bandiera dei Quattro Mori. È il manifesto simbolo della nascita della Regione, anche se, ricordiamocelo, «di fronte ai millenni della nostra storia, l’Autonomia ha 70 anni appena» e quindi «sta a noi, che abbiamo fra le mani questa possibilità, crederci, farla crescere, migliorarla». La neonata è l’immagine di un passato che rappresenta il presente e soprattutto guarda al futuro dello Statuto datato 1948. In un’altalena quotidiana fra incanto, magnetismo e aspettative spesso tradite dall’attualità. Poi c’è una ballerina, da sola sul palco, che sulle note pop, tambureggianti, accompagnata, sollecitata dalle strofe in sardo, italiano e inglese della canzone celebrativa «Umpare», Insieme, si «risveglia dalle ceneri e danzando prende vita, rinasce». E se la ballerina non fosse altro che l’evoluzione della neonata avvolta dalla bandiera? È possibile. Così come può essere intesa come una mutazione felice e appagante quel via vai di volti – d’ogni età, sesso e colore – che appaiono nel videoclip, o sono i testimonial di «AutonoMia», sarà questo il titolo della prossima campagna sul grande valore dell’appartenenza da difendere e sostenere. Perché «l’isola è resa viva da un popolo che, persa la pazienza, dichiarata guerra ai prepotenti, sa essere «come il vento del mare, tumultuoso, per poi sfociare in un unico canto di rivendicazione e giustizia». C’è tutto questo nel grande contenitore di idee, visioni e concetti in cui sono stati concepiti e incubati i diversi messaggi, politici, visivi e musicali, per celebrare i settant’anni dello Statuto. Realizzati dall’agenzia sassarese Quom3, Alberto Deiana e Paola Governatori, con il contributo del paroliere e chitarrista dei Tazenda Gino Marielli, autore del testo e della musica «Umpare», dell’arrangiatore Gabriele Oggiano, degli stessi Tazenda, delle voci di Claudia Crabuzza, Maria Giovanna Cherchi, Aurora Lecis e dell’indimenticato Andrea Parodi, più quelle bianche della corale Luigi Canepa. Poi dei registi Michele Gagliani, Chiara Mela e Giovanni Saturno, hanno firmato il videoclip, del fotografo Michele Secchi, sono sue le istantanee scattate ai testimonial, della ballerina Emilia Satta e di una neonata anche lei sarda. Tutt’insieme, «Umpare» con gli altri sardi, per «sentirsi parte di una terra speciale, autonoma, solare e generosa» che ha diritto a un suo futuro. (ua)

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