intimidazioni
Cartuccia di fucile al sindaco di Monserrato
MONSERRATO. È stato lo stesso Tomaso Locci in apertura della seduta del consiglio comunale, a rivelare di avere ricevuto una pesante intimidazione: al sindaco di Monserrato è stata recapitata una...
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MONSERRATO. È stato lo stesso Tomaso Locci in apertura della seduta del consiglio comunale, a rivelare di avere ricevuto una pesante intimidazione: al sindaco di Monserrato è stata recapitata una busta contenente una cartuccia di fucile. Stesso “dono” a un assessore comunale e al comandante della polizia municipale Massimiliano Zurru: le tre buste sono arrivate il 17 aprile al centro di smistamento delle Poste di Elmas.
Il sindaco Locci ha precisato che «il ritiro delle dimissioni ha avuto come motivazione anche il non volerla dare vinta a coloro che intendono creare un clima di tensione finalizzato al ribaltamento del volere che i cittadini hanno espresso nel giugno del 2016, dando fiducia al sottoscritto, alla squadra di maggioranza e al programma che portiamo avanti. Ritengo però che la decisione di ritirare le dimissioni sia stata presa da parte mia in modo egoistico. Rimetto la decisione di un mio proseguo nel giusto ambito: deciderà la mia famiglia». Al sindaco Locci esprime solidarietà a nome di tutta l’assemblea il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau: «Si ha la convinzione che intimidire gli amministratori possa servire a condizionare i l’operato quotidiano di chi amministra le nostre comunità. Non è così, chi amministra lo fa nel tracciato della legalità e nel rispetto delle regole. Rimane l’urgenza di definire insieme alle prefetture sarde un percorso condiviso con le comunità per gestire gli strumenti e le risorse messe a disposizione con la firma dell’accordo per i Patti territoriali con il ministro Minniti».
Il sindaco Locci ha precisato che «il ritiro delle dimissioni ha avuto come motivazione anche il non volerla dare vinta a coloro che intendono creare un clima di tensione finalizzato al ribaltamento del volere che i cittadini hanno espresso nel giugno del 2016, dando fiducia al sottoscritto, alla squadra di maggioranza e al programma che portiamo avanti. Ritengo però che la decisione di ritirare le dimissioni sia stata presa da parte mia in modo egoistico. Rimetto la decisione di un mio proseguo nel giusto ambito: deciderà la mia famiglia». Al sindaco Locci esprime solidarietà a nome di tutta l’assemblea il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau: «Si ha la convinzione che intimidire gli amministratori possa servire a condizionare i l’operato quotidiano di chi amministra le nostre comunità. Non è così, chi amministra lo fa nel tracciato della legalità e nel rispetto delle regole. Rimane l’urgenza di definire insieme alle prefetture sarde un percorso condiviso con le comunità per gestire gli strumenti e le risorse messe a disposizione con la firma dell’accordo per i Patti territoriali con il ministro Minniti».
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