La Nuova Sardegna

Minacce di morte al sindaco di Bitti

di Paolo Merlini
Minacce di morte al sindaco di Bitti

Tra i bersagli anche il vicesindaco, un consigliere e un tecnico

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BITTI. «Ciccolini sei morto». E ancora: «Ciccolini, Pala, Buffoni: bum». Queste e numerose altre scritte con minacce di morte contro il sindaco Giuseppe Ciccolini, il vice sindaco Giuseppe Pala, il consigliere di maggioranza Giuseppe Buffoni e l’ingegnere capo del Comune Emanuele Argiolas sono comparse nei giorni scorsi nel centro storico del paese, in occasione della festa del patrono San Giorgio. Sono state tracciate sui muri degli stretti vicoli del rione Cadone la notte del 22 aprile, e cancellate l’indomani senza clamori. Il giorno dopo il sindaco di Bitti, in carica da 11 anni, al suo terzo mandato, era come ogni mattina nel suo ufficio che si affaccia su piazza Asproni, al secondo piano del municipio.

Raggiunto al telefono una volta che la notizia è trapelata, una settimana dopo, ora che le minacce sono al centro dell’attenzione di carabinieri e polizia, Ciccolini conferma l’episodio ma anche la volontà, sua e dei colleghi, di andare avanti nonostante un gesto così preoccupante. «Credo che gli autori di questa intimidazione abbiano voluto colpire il Comune come istituzione nel suo complesso. Non a caso i nomi oggetto delle minacce sono, oltre al mio, quelli del vice sindaco e di un consigliere al suo secondo mandato. Oltre che l’ingegnere capo. Tutte figure rappresentative del Comune come istituzione».

Siete preoccupati?

«Chi svolge ruoli come il nostro sa di essere esposto a questi atti che sono certamente vili e offensivi. Certo, quando accadono è doloroso constatarlo in virtù dell’impegno che si è profuso nel proprio compito. Un impegno che comunque ci viene testimoniato quotidianamente dalla comunità bittese, nella quale viviamo e con cui interagiamo con franchezza, com’è nello spirito di questo paese».

Lo conferma il fatto che i bittesi l’abbiano eletta per tre volte consecutive. Ma anche il successo alle ultime elezioni politiche come candidato del Pd, nonostante la mancata elezione.

«Ero terzo nel proporzionale, il partito democratico a Bitti ha raggiunto il 40%, il miglior risultato in Sardegna. Al di là di tutto, ritengo sia anche un segno di fiducia nei miei confronti e del lavoro svolto come sindaco insieme con la maggioranza».

Che idea si è fatto delle intimidazioni?

«Non vedo al momento in paese motivi di tensioni particolari, credo sia un’offesa, oltre che una minaccia, da parte di qualcuno che vive comunque un disagio che trova sfogo nel prendere di mira gli amministratori, cioè le istituzioni».

Le minacce agli amministratori comunali ormai sono diffuse in tutta l’isola. Siamo di fronte a un’emergenza e nel caso come va affrontata?

«La Sardegna certamente merita un’attenzione speciale, questo malcostume non può diventare la regola. Da parte nostra deve esserci sempre la massima attenzione ai fenomeni sociali che caratterizzano le nostre comunità, ovviamente guai ad abbassare la guardia o sottovalutare. In questi giorni io e i miei colleghi abbiamo cercato di gestire l’episodio con un basso profilo, senza denunce pubbliche, perché in primo luogo c’è sempre una sofferta elaborazione personale, con grande dispiacere in questo caso per le offese e le minacce ricevute. Personalmente non amo enfatizzare questi episodi perché così si rischia di fare il gioco di chi le compie. Perciò si va avanti, con l’onesta e l’impegno di sempre».

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