Ats, 270 milioni per Rsa e Centri diurni
La giunta Pigliaru ha confermato i tetti di spesa per le prestazioni sanitarie erogate da privati
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CAGLIARI. Non cambiano i tetti di spesa dell’Asl unica, l’Ats, per l'acquisto delle prestazioni sanitarie dai privati. Lo stanziamento è stato confermato dalla Regione in 270 milioni per quest’anno, il prossimo e fino al 2020. Le prestazioni private considerate in questo pacchetto riguardano la salute mentale, l'assistenza specialistica e assistenza termale, le dipendenze patologiche, l'assistenza alle persone malate di Aids, quelle erogate nelle Rsa, nei Centri diurni integrati, negli hospice, nelle strutture ospedaliere e in quelle in cui sono previsti i servizi di riabilitazione. «Abbiamo confermato gli stanziamenti degli anni precedenti, calcolati sulla base dei fabbisogni stimati da Ats – è scritto in un comunicato della Regione – La quota è rimasta invariata anche grazie all’ultima buona amministrazione nella gestione del sistema regionale nonostante i vincoli imposti dal piano di rientro della spesa sanitaria». Ma per l’opposizione la riforma sanitaria continua invece ad avere effetti negativi. «Siamo di fronte a un lento declino della sanità sarda – scrive il consigliere regionale Edoardo Tocco di Forza Italia – Quella annunciata dal centrosinistra sarebbe dovuta essere una rivoluzione, ma in realtà si stanno verificando continui disservizi che dimostrano come quella riforma, a cominciare dalla riorganizzazione della rete ospedaliera, vada rivista al più presto. Anche la maggioranza al governo della Regione s’è accorta degli errori commessi, ma continua a non intervenire con le necessarie correzioni». A scendere in campo è anche la Rete in difesa della sanità pubblica: «L’ultimo accordo fra l’Ats e l’Azienda per l’emergenza-urgenza, l’Areus, conferma che i pronto soccorso nei piccoli ospedali nelle zone disagiate saranno presto smantellati visto che d’ora in poi i pazienti in codice rosso o giallo saranno sempre trasferiti in altre strutture. Anche questo è un altro attacco all’autonomia dei piccoli ospedali». Per il capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni, sono preoccupanti anche le indiscrezioni secondo cui il ministero della salute starebbe ritardando il via libera alla riorganizzazione della rete ospedaliera a causa delle deroghe concesse ai piccoli ospedali. «Non può essere certo Roma- scrive Dedoni – a rimettere in discussione l’organizzazione scelta dal Consiglio regionale fino a imporci di nuovo la visione centralista su cui si basava la proposta di Piano presentata dalla giunta e ribaltata dall’Aula».
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